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Condensatori di carico di un quarzo

Cos'è la capacità di carico CL di un cristallo, perché servono i due condensatori esterni, come dimensionarli dalle capacità parassite e cosa succede quando il valore è sbagliato.

Pubblicato il Aggiornato il QuarzoOscillatoreLoad CapacitanceClockEMC

Un quarzo non oscilla “in aria”: oscilla alla sua frequenza nominale solo quando ai suoi terminali vede una precisa capacità — la capacità di carico CL del datasheet. Quella capacità la fai tu, con due condensatori esterni. Sbagliarli è l’errore più comune e silenzioso del progetto di un clock: l’oscillatore parte lo stesso, ma fuori frequenza. Questo strumento li dimensiona; questa pagina spiega come e perché.

Cos’è la capacità di carico

La capacità di carico (load capacitance, CL) è la capacità che il cristallo deve “sentire” tra i suoi due piedini per risuonare alla frequenza scritta sull’etichetta. È un parametro del quarzo, non un valore libero: un quarzo da 12 pF e uno da 18 pF, a parità di frequenza nominale, richiedono reti di carico diverse. Valori tipici stanno tra 8 e 20 pF.

Quella capacità non è interna al quarzo: la fornisci dall’esterno, con due condensatori (uno per ramo, verso massa) nella tipica topologia Pierce usata da quasi tutti i microcontrollori.

Perché due condensatori, e la formula

I due condensatori esterni C1 e C2 sono, dal punto di vista del quarzo, in serie (il loro nodo comune è la massa AC). A questa serie si aggiunge la capacità parassita di piste e pin. La capacità di carico vista dal quarzo è quindi:

Nel caso usuale di condensatori uguali (C1 = C2 = C) la serie vale C/2, e la formula si semplifica:

Esempio: un quarzo con CL = 12 pF su un layout con C_stray ≈ 3 pF (valore concentrato) richiede C1 = C2 = 2·(12 − 3) = 18 pF. Se ignori la parassita e metti 24 pF “perché 12·2”, la capacità di carico effettiva diventa 24/2 + 3 = 15 pF invece di 12: il quarzo lavora con +3 pF di carico e la frequenza si sposta.

Valori tipici (C_stray ≈ 3 pF concentrati)

CL del quarzo C1 = C2 = 2·(CL − C_stray)
8 pF 10 pF
10 pF 14 pF
12 pF 18 pF
18 pF 30 pF
20 pF 34 pF

La tabella vale solo per quel valore di parassita: cambia il layout (o il package del MCU) e i numeri si spostano. È il motivo per cui non esiste un “cap universale da 22 pF” — il valore giusto dipende dal CL del tuo quarzo e dal tuo PCB.

Come stimare C_stray

La capacità parassita somma due contributi:

  • Piste del PCB tra condensatore, quarzo e pin del chip: tienile corte e simmetriche, sotto il quarzo metti un guard ring a massa. Tipicamente 1–3 pF.
  • Pin del package (OSC_IN / OSC_OUT): è un dato spesso indicato nel datasheet del MCU come capacità del pin dell’oscillatore. Tipicamente 1–3 pF.

In assenza di dati precisi, una stima di 2–5 pF è ragionevole per un layout curato. Lo strumento ha un campo separato per il contributo del pin del MCU, se vuoi tenerlo distinto da quello del PCB: i due si sommano.

Attenzione: concentrata, non per ramo

C’è un tranello di semantica che vale qualche pF, cioè decine di ppm. Nella formula delle application note C_stray è una parassita concentrata ai capi del quarzo, sommata una volta sola al CL. Una parassita davvero per ramo verso massa — la capacità di una singola pista, quella che si misura o si simula — sta invece in parallelo a C1 e a C2, e allora la serie diventa:

cioè contribuisce per metà. Se misuri 3 pF su ciascuna pista e li digiti come C_stray, chiedi al calcolo 3 pF di correzione dove ne servirebbero 1,5: i condensatori risultano più piccoli di 3 pF e il CL effettivo più basso di 1,5 pF, che a 11 ppm/pF sono 16 ppm nella direzione sbagliata. La regola per non sbagliare: nel campo va (accoppiamento pin-a-pin) + (parassita per ramo)/2, e i 2–5 pF tipici delle app note sono già espressi in questa forma.

Quanto costa sbagliare: il pulling, calcolato

Se la capacità di carico effettiva si discosta da CL, la frequenza del quarzo si sposta — il fenomeno si chiama pulling. La sensibilità in ppm/pF è spesso tabulata nel datasheet, ma non serve fidarsi: si ricava dai due parametri del circuito equivalente che ogni datasheet riporta, la capacità statica C₀ (qualche pF, in parallelo al ramo motional) e la capacità motional C_m (qualche femtofarad). La frequenza di risonanza con carico e la sua derivata sono:

C_m (motional) C₀ (statica) CL 8 pF CL 10 pF CL 12 pF CL 16 pF CL 20 pF
3 fF 2 pF 15,00 10,42 7,65 4,63 3,10
5 fF 3 pF 20,66 14,79 11,11 6,93 4,73
8 fF 4 pF 27,78 20,41 15,63 10,00 6,94
15 fF 5 pF 44,38 33,33 25,95 17,01 12,00
20 fF 7 pF 44,44 34,60 27,70 18,90 13,72

Due letture. La prima: la sensibilità sta fra 3 e 45 ppm/pF, quindi un pF di errore costa già più della tolleranza tipica di un quarzo da orologio (±20 ppm). La seconda, meno ovvia: la sensibilità va come 1/(C₀ + CL)², cioè un quarzo a CL basso è molto più nervoso. Fra CL = 8 e CL = 20 pF il fattore è circa 4: lo stesso errore di layout, sullo stesso PCB, sposta la frequenza quattro volte tanto. È il motivo per cui i quarzi a 6–8 pF chiedono un layout molto più disciplinato di quelli a 18–20 pF, e non il contrario come suggerirebbe l’intuizione che «meno capacità = meno problemi».

La gerarchia degli errori

Messi in fila, i contributi all’errore sul CL non hanno affatto lo stesso peso — e quello su cui si tende a ragionare (l’arrotondamento E-series) non è il primo:

Sorgente di errore Entità tipica Effetto sul CL ppm a 11 ppm/pF
stima della parassita sbagliata di 1 pF ±1 pF ±1,00 pF ±11,1
tolleranza del condensatore ±5 % (18 pF) ±0,90 pF ±0,45 pF ±5,0
arrotondamento E24 (caso peggiore in tabella) −1,5 pF −0,75 pF +8,3
tolleranza del condensatore ±2 % (18 pF) ±0,36 pF ±0,18 pF ±2,0
coefficiente di temperatura di un C0G ±0,06 pF ±0,03 pF ±0,3

Il primo posto va alla stima della parassita, che è anche l’unica voce non misurabile a posteriori senza strumenti. Il che ribalta la priorità pratica: prima si cura il layout (piste corte, simmetriche, guard ring a massa, niente altro sotto il quarzo) e si cerca la capacità di pin sul datasheet del MCU; poi ha senso discutere se prendere il 18 pF o il 20 pF, e solo alla fine se prenderlo al 2 % o al 5 %.

E in tempo, quanto fa

Per un RTC a 32,768 kHz — il caso in cui il pulling si vede a occhio nudo — i ppm si traducono così:

Errore s/giorno s/mese min/anno
1 ppm 0,09 2,6 0,5
5 ppm 0,43 13,0 2,6
10 ppm 0,86 25,9 5,3
20 ppm 1,73 51,8 10,5
50 ppm 4,32 129,6 26,3
100 ppm 8,64 259,2 52,6

Un solo pF di errore di carico su un quarzo da 11 ppm/pF vale quindi circa un secondo al giorno: un orologio che perde mezzo minuto al mese senza che nulla sia «rotto».

Le conseguenze:

  • Timing che deriva. Un RTC che sbaglia di 20 ppm accumula circa 1,7 secondi al giorno. In una UART o in un bus l’errore di clock si somma a quello del baud e può far perdere i frame.
  • Compatibilità. Protocolli con tolleranze strette sul clock (USB, Ethernet, CAN) possono uscire dalla finestra ammessa.
  • EMC. Un clock fuori frequenza sposta le righe spettrali delle emissioni; in un test di compatibilità elettromagnetica una riga che si muove può cadere dove prima passava, o viceversa. Un oscillatore mal caricato è un modo silenzioso di far fallire una pre-compliance.

Scelta dei valori E-series

I condensatori esistono solo a valori standard (serie E): la E12 ha 12 valori per decade (tolleranza 10%), la E24 ne ha 24 (5%). Il valore ideale calcolato quasi mai coincide con uno standard, quindi si sceglie il più vicino e si verifica l’errore che ne risulta sul CL effettivo. Lo strumento mostra sia il valore E12 sia l’E24 più vicini, e calcola il CL effettivo sull’E24 — la serie più fine, quella che useresti per un cap di precisione.

CL C ideale E12 E24 CL effettivo (E24) errore ppm
8 pF 10,0 10 10 8,00 pF 0,00 % 0,0
10 pF 14,0 15 13 9,50 pF −5,00 % +7,4
12 pF 18,0 18 18 12,00 pF 0,00 % 0,0
16 pF 26,0 27 27 16,50 pF +3,13 % −3,5
18 pF 30,0 27 30 18,00 pF 0,00 % 0,0
20 pF 34,0 33 33 19,50 pF −2,50 % +2,4

Un caso vale una nota: CL = 10 pF chiede 14 pF, che non esiste in E24 (fra 13 e 15, equidistante). Il valore scelto è 13 pF e il CL effettivo scende a 9,5 pF, −5 %: la riga peggiore della tabella. Con 15 pF si andrebbe a 10,5 pF, +5 %, simmetrico — e in quel caso la scelta si fa sul segno, non sul modulo, perché è preferibile stare sopra il CL nominale (carico maggiore → frequenza più bassa, margine di oscillazione più comodo) piuttosto che sotto.

Sull’ordine di grandezza, però, l’arrotondamento non è il problema: il peggio della tabella vale 8 ppm, meno della tolleranza del condensatore stesso.

Quando il valore calcolato non serve a niente

C’è una zona in cui la formula dà un numero positivo che non si può usare. Sotto i 4 pF l’incertezza tipica sulla parassita (±1 pF) vale un quarto del valore: il CL effettivo dipende più dal layout che dal componente, e il dimensionamento non si ripete da una scheda all’altra. Lo strumento lo segnala senza nascondere il risultato — non è un limite di specifica, è una soglia di riproducibilità.

CL del quarzo stray 3 pF stray 5 pF stray 6 pF
6 pF 6,0 pF 2,0 ⚠ pF impossibile
8 pF 10,0 pF 6,0 pF 4,0 pF
10 pF 14,0 pF 10,0 pF 8,0 pF
12 pF 18,0 pF 14,0 pF 12,0 pF
16 pF 26,0 pF 22,0 pF 20,0 pF

La colonna a 6 pF di parassita è la ragione per cui un quarzo con CL = 6 pF va scelto insieme al layout e non dopo: su un PCB mediocre non esiste alcun condensatore che lo faccia lavorare in frequenza.

Limiti

  • Il modello assume i due condensatori uguali (C1 = C2), il caso standard del Pierce a quarzo.
  • Dimensiona la sola capacità di carico: non valuta il drive level, l’ESR del quarzo, la resistenza negativa dell’oscillatore né il margine di oscillazione — verifiche che richiedono i parametri del cristallo e talvolta una misura. Vale però sapere che le due cose sono legate: i condensatori di carico stanno nel percorso di reazione, quindi alzarli abbassa il guadagno d’anello e stringe il margine di oscillazione, mentre la potenza dissipata nel quarzo cresce col quadrato di CL, P = ESR·(2πf·C_L·V_rms)²:
ESR CL V rms sul quarzo Potenza dissipata
30 Ω 12 pF 0,5 V 2,7 µW
30 Ω 12 pF 1,0 V 10,9 µW
80 Ω 12 pF 1,0 V 29,1 µW
50 Ω 20 pF 1,2 V 72,8 µW

Con un massimo tipico di 100 µW per un SMD piccolo, la riga da 72,8 µW è già vicina al limite: sovraccaricare un quarzo non lo fa solo andare fuori frequenza, lo invecchia. Il criterio classico sul margine di oscillazione — resistenza negativa dell’oscillatore almeno 5 volte l’ESR massimo del quarzo — va verificato a parte, e su quarzi ad ESR alto (32,768 kHz, tipicamente decine di kΩ) è spesso il vincolo che decide, non il CL.

  • Il pulling in ppm non è calcolato dallo strumento, perché richiede C₀ e C_m del quarzo che l’utente dovrebbe inserire: la sezione sulla sensibilità mostra come ricavarlo a mano dal datasheet.
  • Il drive level e il margine di oscillazione non sono valutati: sono verifiche sull’amplificatore, non sulla rete di carico.

Riferimenti

  • Application note dei produttori — sia i produttori di microcontrollori sia quelli di quarzi pubblicano note applicative sul progetto dell’oscillatore Pierce, sulla scelta della capacità di carico e sul calcolo del margine di oscillazione. Sono il riferimento operativo per il caso reale.
  • Strumento correlato — il calcolatore di condensatori di carico mette in pratica questa pagina: inserisci CL e capacità parassite e ottieni i due cap, il valore E-series e l’errore.

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