Riferimenti normativi: acustica ambientale ed edilizia
Le leggi italiane e le norme ISO, IEC e UNI vigenti in acustica ambientale ed edilizia, ognuna con edizione, campo di applicazione e cosa NON copre.
Le leggi e i decreti si applicano indipendentemente dal fatto che una parte li richiami, nei limiti del proprio campo e dalla data di entrata in vigore. Le norme tecniche ISO, IEC e UNI non sono leggi: sono volontarie, e diventano vincolanti in tre modi — quando un decreto le richiama, quando un contratto le assume, o quando un giudice le prende come criterio di valutazione. È lo stesso documento; cambia il titolo per cui si applica, e quel titolo va scritto nella relazione. Il primo dei tre casi ha una conseguenza che cambia le carte in tavola, e sta in Norme tecniche richiamate da una legge: il decreto congela l’edizione che nomina, quindi in Italia sono in vigore norme che l’ente ha ritirato da vent’anni.
In Italia le norme ISO e IEC arrivano nell’ordinamento tecnico recepite come UNI EN ISO e CEI EN, con un numero e un anno propri che possono differire da quelli internazionali. Le tabelle qui sotto citano le sigle ISO e IEC, che identificano il documento tecnico; in una relazione conviene citare il recepimento vigente quando esiste, perché è il documento che una controparte cercherà.
Chi interviene, e in che ordine
Prima delle norme conviene sapere a chi ci si rivolge. La catena non è gerarchica: è una sequenza di competenze distinte, e saltare un anello di solito allunga i tempi invece di accorciarli.
| # | Organo | Che cosa fa | Fonte |
|---|---|---|---|
| 1 | Comune — ufficio ambiente o SUAP | Riceve l’esposto e istruisce il procedimento. È l’ente con il controllo amministrativo sul rispetto delle norme: verifica in sede di titolo edilizio, di autorizzazione all’esercizio e di licenza | L. 447/95 art. 14 |
| 2 | Polizia Locale | Accertamento sul territorio e verbalizzazione. Non esegue le misure fonometriche di valore probatorio: rileva i fatti | Regolamenti comunali |
| 3 | ARPA regionale | Organo tecnico: esegue le misure e le valutazioni su richiesta dell’ente. È l’accertamento di ARPA che costituisce il presupposto tecnico dell’ordinanza | L. 447/95 art. 14 |
| 4 | Provincia / Città metropolitana | Vigilanza e controllo sul territorio sovracomunale, avvalendosi di ARPA. Competente quando la sorgente o l’effetto superano i confini di un Comune | L. 447/95 art. 14 |
| 5 | Sindaco | Ordinanza contingibile e urgente: limitazione o sospensione dell’attività. È competenza esclusiva del Sindaco, non delegabile a un dirigente — la giurisprudenza ha annullato ordinanze firmate da dirigenti per difetto di competenza | L. 447/95 art. 9 |
| 6 | ASL — Dipartimento di prevenzione | Profili igienico-sanitari, e per il rumore nei luoghi di lavoro la vigilanza sul Titolo VIII (servizi PSAL/SPISAL secondo la denominazione regionale) | D.Lgs 81/08 |
| 7 | Ispettorato Nazionale del Lavoro | Vigilanza sull’esposizione dei lavoratori, in concorso con l’ASL | D.Lgs 81/08 |
| 8 | Polizia giudiziaria e Procura | Via penale, quando il fatto può integrare l’art. 659 c.p.: serve la potenzialità di disturbare una pluralità indeterminata di persone | Art. 659 c.p. |
| 9 | Giudice civile | Via civile fra privati, su iniziativa della parte: normale tollerabilità delle immissioni | Art. 844 c.c. |
Tre cose che questa tabella rende esplicite.
Il tecnico e l’autorità sono anelli diversi. Una relazione di parte, anche firmata da un tecnico competente iscritto all’ENTECA, non è un accertamento: serve a fondare un esposto o una difesa. L’accertamento con valore amministrativo lo fa ARPA su incarico dell’ente.
Le tre vie — amministrativa, penale, civile — sono indipendenti e possono correre insieme. Ognuna ha un presupposto diverso, e l’esito di una non decide le altre: si può avere un’ordinanza del Sindaco senza reato, e una condanna per normale tollerabilità senza superamento di limiti amministrativi.
Per il rumore dei lavoratori la catena è un’altra. Non passa dal Comune né da ARPA: la vigilanza è dell’ASL e dell’Ispettorato del Lavoro, e la fonte è il D.Lgs 81/08, non la L. 447/95.
Direttive europee
Le direttive non si applicano direttamente: si applicano attraverso la norma italiana che le recepisce. Citarle serve quando la controparte è estera, o quando si discute della ratio di una soglia.
| Direttiva | Oggetto | Recepimento italiano |
|---|---|---|
| 2002/49/CE | Determinazione e gestione del rumore ambientale | D.Lgs 194/2005 — mappe acustiche strategiche e piani d’azione |
| 2003/10/CE | Esposizione dei lavoratori al rumore | D.Lgs 81/2008, Titolo VIII Capo II — valori di azione e valore limite su LEX,8h |
| 2002/44/CE | Esposizione dei lavoratori alle vibrazioni meccaniche | D.Lgs 81/2008, Titolo VIII Capo III — valori su A(8), mano-braccio e corpo intero |
Leggi e decreti: acustica ambientale
| Riferimento | Oggetto | Campo di applicazione |
|---|---|---|
| L. 26/10/1995 n. 447 | Legge quadro sull’inquinamento acustico | Principi generali, competenze di Stato/Regioni/Province/Comuni, classificazione acustica del territorio, figura del tecnico competente. Non fissa valori limite: li demanda ai decreti attuativi |
| DPCM 14/11/1997 | Valori limite delle sorgenti sonore | Le sei classi di destinazione d’uso del territorio stanno nella Tabella A; i valori limite assoluti di immissione nella Tabella C, quelli di emissione nella B, i valori di qualità nella D. Criterio differenziale negli ambienti abitativi all’art. 4 (5 dB diurni, 3 dB notturni) con le relative esenzioni. In una relazione si cita la tabella, non il decreto |
| DM 16/03/1998 | Tecniche di rilevamento e misurazione | Metodologia di misura, strumentazione, durata e rappresentatività, determinazione delle componenti tonali e impulsive e delle relative penalizzazioni |
| DPR 30/03/2004 n. 142 | Rumore stradale | Fasce di pertinenza e limiti per le infrastrutture stradali, distinte fra strade nuove e strade esistenti o assimilabili |
| DPR 18/11/1998 n. 459 | Rumore ferroviario | Fasce di pertinenza e limiti per le infrastrutture ferroviarie, in attuazione dell’art. 11 della L. 447/95 |
| DM 31/10/1997 | Rumore aeroportuale — metodologia di misura | GU 15 novembre 1997. Introduce il descrittore LVA (livello di valutazione del rumore aeroportuale), definisce l’intorno aeroportuale come la porzione di territorio entro la curva di isolivello 60 dB(A) LVA, e istituisce la zonizzazione acustica aeroportuale come strumento urbanistico |
| DM 03/12/1999 | Aeroporti — procedure antirumore e zone di rispetto | GU 10 dicembre 1999. Definisce le tre zone di rispetto A, B e C per intervalli di LVA, con le destinazioni d’uso prevalenti ammesse in ciascuna, e le procedure antirumore per le operazioni di decollo e atterraggio |
| DPR 11/12/1997 n. 496 e DPR 09/11/1999 n. 476 | Aeromobili civili — riduzione del rumore | Il 496 è il regolamento sulla riduzione dell’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili; il 476 lo modifica sui divieti di volo notturno |
| DM 20/05/1999 | Aeroporti — sistemi di monitoraggio | Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio del rumore aeroportuale e per la classificazione degli aeroporti |
| DM 29/11/2000 | Piani di contenimento e abbattimento del rumore | GU 6 dicembre 2000. Criteri per i piani a carico dei gestori dei servizi pubblici di trasporto e delle infrastrutture — strade, ferrovie e aeroporti. È il decreto che trasforma il superamento accertato in un obbligo di intervento con un orizzonte temporale |
| D.Lgs 19/08/2005 n. 194 | Mappatura acustica strategica | Attuazione della direttiva 2002/49/CE: mappe acustiche strategiche per gli agglomerati oltre 250 000 abitanti e mappature per gli assi stradali e ferroviari principali, con piani d’azione quinquennali |
| D.Lgs 17/02/2017 n. 42 | Tecnico competente in acustica | Requisiti per il riconoscimento della qualifica; l’art. 21 istituisce l’elenco nazionale ENTECA presso il Ministero dell’Ambiente, alimentato dalle Regioni e pubblicato tramite ISPRA |
| DPCM 01/03/1991 | Limiti massimi di esposizione al rumore | Storico, con applicabilità residuale. Precedente alla legge quadro e in larga parte superato: l’art. 6 fissa i limiti di immissione per i comuni che non hanno approvato la zonizzazione acustica. Regime transitorio: 70/60 dB(A) su tutto il territorio nazionale, 65/55 in zona A, 60/50 in zona B, 70/70 nelle zone esclusivamente industriali (diurno/notturno) |
| DPCM 31/03/1998 | Criteri generali per l’esercizio dell’attività del tecnico competente | Storico: superato dal D.Lgs 42/2017, che è il riferimento vigente. Sta qui perché un attestato rilasciato sotto quel regime è un documento che si incontra ancora. Atto di indirizzo e coordinamento, GU n. 120 del 26 maggio 1998, emanato ai sensi dell’art. 3 c. 1 lett. b) e dell’art. 2 cc. 6, 7 e 8 della L. 447/95. Governava il riconoscimento regionale della qualifica: l’istanza si presentava all’assessorato all’ambiente della Regione di residenza, che rilasciava l’attestato. È il regime superato dal D.Lgs 42/2017, che ha accentrato l’elenco |
| D.Lgs 09/04/2008 n. 81, Titolo VIII | Esposizione dei lavoratori | Capo II: rumore, con valori di azione e valore limite sull’esposizione giornaliera LEX,8h. Capo III: vibrazioni, con valori di azione e limite su A(8) per mano-braccio e corpo intero |
Il rumore aeroportuale ha un descrittore proprio
Le tre infrastrutture di trasporto hanno tre discipline distinte, e non sono intercambiabili: cambiano il descrittore, la geometria e l’atto che le fissa.
| Infrastruttura | Fonte | Descrittore | Geometria |
|---|---|---|---|
| Strada | DPR 142/2004 | LAeq diurno e notturno | Fasce di pertinenza a distanza fissa dal confine stradale, con ampiezza per tipo di strada e limiti distinti fra strade nuove ed esistenti |
| Ferrovia | DPR 459/1998 | LAeq diurno e notturno | Fascia di pertinenza di 250 m per lato, misurata dalla mezzeria della rotaia esterna e divisa in una fascia A di 100 m e una fascia B di 150 m con limiti diversi. Vale per le linee esistenti e per le nuove fino a 200 km/h |
| Aeroporto | DM 31/10/1997 + DM 3/12/1999 | LVA | Intorno aeroportuale entro la curva a 60 dB(A) LVA, suddiviso nelle zone di rispetto A, B e C |
L’aeroporto è quello che si discosta di più, su due punti che cambiano il lavoro.
Il descrittore. Non si usa il LAeq sui tempi di riferimento diurno e notturno, ma l’LVA, che è una grandezza costruita sull’attività aeroportuale. Un valore di LVA e un valore di LAeq,TR non sono confrontabili fra loro né con le tabelle del DPCM 14/11/1997.
La geometria. Non ci sono fasce di pertinenza a distanza fissa dall’asse come per strade e ferrovie: c’è un intorno aeroportuale delimitato dalla curva di isolivello a 60 dB(A) LVA, suddiviso nelle zone di rispetto A, B e C del DM 3/12/1999, ciascuna con le destinazioni d’uso ammesse. È una zonizzazione a sé, che sta accanto alla classificazione acustica comunale e non si sostituisce a essa.
Le curve di isolivello sono aggiornate dal gestore e verificate dalle commissioni aeroportuali; l’elenco corrente dei riferimenti di settore è mantenuto da ENAC.
I limiti di immissione passano dalla zonizzazione comunale
I valori del DPCM 14/11/1997 non si applicano direttamente a un indirizzo: si applicano alla classe acustica in cui quell’indirizzo ricade, e la classificazione la approva il Comune. Prima di confrontare un livello con un limite va quindi stabilita la classe, e va stabilito se il Comune ha una zonizzazione approvata: se non l’ha, si ricade nel regime transitorio dell’art. 6 del DPCM 1/3/1991, con limiti diversi.
«Il limite è 55 dB(A)» non dice niente senza la classe. È anche il motivo per cui uno strumento di calcolo, questo sito compreso, può al massimo confrontare un numero con una soglia scelta a mano.
Il criterio differenziale ha soglie di applicabilità
Le due soglie del criterio differenziale sono 5 dB di giorno e 3 dB di notte. Se il criterio si applica lo decide invece l’art. 4 del DPCM 14/11/1997, che lo esclude quando il livello ambientale è basso: 50/40 dB(A) a finestre aperte, 35/25 dB(A) a finestre chiuse (diurno/notturno). Sotto quei valori il rumore è considerato trascurabile e il differenziale non si valuta.
Il dettaglio è nella pagina dedicata al criterio differenziale. Citare 5 e 3 senza le esenzioni fa sembrare il criterio sempre applicabile.
Amministrativo e civile sono due giudizi distinti
Il criterio differenziale e i limiti di zona appartengono al diritto amministrativo: chi li viola risponde verso l’autorità. Fra privati la causa si fonda invece sull’art. 844 del Codice Civile, la normale tollerabilità delle immissioni, che è un criterio diverso e valutato dal giudice caso per caso.
Le due strade non coincidono, in nessuna delle due direzioni. Il rispetto dei limiti amministrativi non esclude che un’immissione superi la normale tollerabilità; il superamento di un limite amministrativo non decide da sé una causa civile. Una relazione che serve in giudizio deve dire su quale dei due piani si colloca, perché sono due domande diverse fatte a due giudici diversi. Le fonti di quei due piani sono nella sezione dedicata più sotto.
Il tecnico competente, in concreto
Il D.Lgs 42/2017 non si limita a nominare la figura. Per l’iscrizione all’elenco nazionale servono una laurea tecnico-scientifica e un corso abilitante di almeno 180 ore, di cui almeno 60 di esercitazioni, con verifica finale; il mantenimento richiede almeno 30 ore di aggiornamento ogni cinque anni, distribuite su un minimo di tre anni. L’elenco è gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e pubblicato attraverso la piattaforma ENTECA di ISPRA.
Le attività tecniche previste dalla L. 447/95 sono riservate a chi è iscritto. Un calcolo eseguito da chiunque resta un calcolo; una valutazione che deve produrre effetti la firma un iscritto, e ne risponde. Nessun software cambia questo, e «software certificato» non è una categoria prevista dalla normativa italiana.
Leggi e decreti: acustica edilizia
| Riferimento | Oggetto | Campo di applicazione |
|---|---|---|
| DPCM 05/12/1997 | Requisiti acustici passivi degli edifici | In vigore dal 20 febbraio 1998. Fissa i valori minimi per potere fonoisolante di partizioni fra unità, isolamento acustico di facciata, livello di rumore di calpestio, rumore di impianti a funzionamento continuo e discontinuo. Si applica agli edifici il cui titolo abilitativo è successivo alla data di entrata in vigore |
| DM 24/11/2025 | Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia | Pubblicato in GU n. 281 del 3 dicembre 2025, in vigore dal 1° febbraio 2026. Ha abrogato il DM 256/2022 e il correttivo DM 5/8/2024. Nei lavori pubblici rende cogenti requisiti di acustica interna da dimostrare in progetto e verificare al collaudo. Il criterio 2.3.10 richiede il raggiungimento di almeno la classe II della UNI 11367 (prospetti 1 e 2) |
Il DPCM 5/12/1997 e la UNI 11367 non sono la stessa cosa e non si sostituiscono, e vengono confusi con frequenza. Il decreto fissa una soglia minima cogente, uguale per tutti. La norma UNI definisce una scala di classi volontaria: un edificio può rispettare il decreto e collocarsi in classe III o IV. Dire «classificato in classe II» non dice che il decreto è rispettato, e dire «conforme al DPCM» non attribuisce una classe.
Storia dei riferimenti acustici per le scuole
Compaiono ancora in relazioni e capitolati, e chi li incontra deve sapere dove il percorso è finito.
| Riferimento | Che cosa fissava | Stato |
|---|---|---|
| Circolare Min. LL.PP. n. 3150 del 22/05/1967 | «Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici»: fissava un tempo di riverberazione massimo di 1,2 s | Storica. È il valore che si trova citato più spesso fuori contesto: un numero unico, senza dipendenza dal volume né dalla banda di frequenza |
| DM Min. LL.PP. 18/12/1975 | «Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica»: criteri dimensionali delle aule, illuminazione, ventilazione, superfici per studente, e i requisiti acustici | Non si applica dal 3 febbraio 1996, per effetto dell’art. 12 della L. 23/1996, salvo quanto previsto dall’art. 5 comma 3 della stessa legge. Pubblicato nel SO alla GU n. 29 del 2 febbraio 1976 |
Dove è finito il percorso. I requisiti cogenti sull’isolamento stanno oggi nel DPCM 5/12/1997; la qualità acustica interna delle aule — riverberazione e intelligibilità — nella UNI 11532-2:2020, che i CAM richiamano esplicitamente per le scuole; e nei lavori pubblici il DM 24/11/2025 rende cogente almeno la classe II della UNI 11367.
Perché la differenza conta. Un T60 unico di 1,2 s e un requisito per banda d’ottava dipendente dal volume dell’aula non sono lo stesso vincolo, e non danno lo stesso progetto: il primo si può rispettare con un’aula che resta inintelligibile alle frequenze che portano le consonanti. Se in un capitolato compare ancora il valore del 1967, la prima cosa da chiarire è quale requisito si sta assumendo.
Spettacoli, eventi e sale da ballo
Qui il rumore è il servizio venduto, non un effetto collaterale della produzione, e la disciplina è propria. Due piani da non confondere: la tutela di chi sta dentro e la tutela di chi sta fuori.
| Riferimento | Oggetto | Note |
|---|---|---|
| DPCM 16/04/1999 n. 215 | Requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante, di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi | GU n. 153 del 2 luglio 1999, in vigore dal 17 luglio 1999. L’art. 2 fissa i livelli massimi all’interno del locale: 105 dB(A) LASmax e 95 dB(A) LAeq dal 1° giugno 1999 per i luoghi di pubblico spettacolo e di intrattenimento danzante (sei mesi dall’entrata in vigore per gli altri pubblici esercizi), con il LASmax che scende a 103 dB(A) a dodici mesi e a 102 dB(A) a ventiquattro mesi. Indici e strumentazione — classe 1 — rimandano al DM 16/03/1998. Misura agli artt. 4 e 5 e nell’allegato A |
| Linee guida applicative ISPRA | Applicazione del DPCM 215/1999 | Manuale ISPRA. Non è una norma: vale come fonte interpretativa, ed è il documento che gli organi di controllo usano in pratica |
| L. 447/95 art. 6 c. 1 lett. h) | Autorizzazioni comunali per attività temporanee e manifestazioni in luogo pubblico | È la base della deroga: concerti, sagre, feste e cantieri si autorizzano in deroga ai limiti, su criteri fissati da Regioni e Comuni |
Tre piani distinti, e una valutazione che li mescola non serve a niente.
Dentro e fuori sono due verifiche. Il DPCM 215/1999 protegge il pubblico dentro il locale; i limiti del DPCM 14/11/1997 e il criterio differenziale proteggono i ricettori fuori. Rispettare l’uno non dice niente sull’altro, e una relazione che ne tratta uno solo deve dire quale.
Il personale è un terzo piano. Chi lavora in una sala da ballo o su un palco è un lavoratore esposto: si applica il D.Lgs 81/08 Titolo VIII Capo II, con LEX,8h e valori di azione propri, e la vigilanza passa da ASL e Ispettorato del Lavoro invece che dal Comune.
Le attività temporanee vivono di deroga, e la deroga è comunale. Quante serate, quali orari, quali livelli, con quanto preavviso: non sta nella legge nazionale, sta nella legge regionale e nel regolamento comunale. È la prima cosa da reperire, prima di qualsiasi calcolo.
Impianti eolici
Sorgente con un quadro proprio, e non per capriccio: il rumore di un aerogeneratore varia con la velocità del vento, quindi con la stessa grandezza che varia il rumore di fondo. Misurarlo con la procedura ordinaria non funziona.
| Riferimento | Oggetto | Note |
|---|---|---|
| DM 1 giugno 2022 | Criteri per la misurazione del rumore degli impianti eolici | Ministero della transizione ecologica, GU n. 139 del 2022. Copre mini e macro eolico, in verifica e in fase previsionale. Richiede tempi di misura lunghi e il rilevamento in continuo e simultaneo di livelli sonori e parametri meteorologici per tutto il tempo di misura. La scelta dei periodi si fonda sulla caratterizzazione anemologica del sito — rosa dei venti e distribuzione di Weibull della velocità al mozzo |
| DM 10 settembre 2010 | Linee guida per l’autorizzazione degli impianti da fonti rinnovabili | Criteri di localizzazione e di inserimento nel paesaggio e nel territorio, richiamati nei procedimenti autorizzativi |
| IEC 61400-11:2012 | Aerogeneratori — tecniche di misura del rumore acustico | Edizione 3.0. Recepita in Italia come CEI EN 61400-11 (1 luglio 2014). È la procedura con cui il costruttore dichiara il livello di potenza sonora LWA alla quota del mozzo: misura vicino alla macchina, per evitare gli errori della propagazione tenendo conto della dimensione finita della sorgente. Fa parte della documentazione che il costruttore consegna |
Tre punti che decidono una valutazione eolica.
L’impianto è una sorgente fissa. Ne segue che si applica il criterio differenziale del DPCM 14/11/1997, con una particolarità: la valutazione si esegue alle facciate degli edifici.
Il vento muove sorgente e fondo insieme. Il livello dell’aerogeneratore cresce con la velocità del vento, e cresce anche il rumore della vegetazione e degli ostacoli intorno al microfono. Senza il rilevamento meteorologico simultaneo che il DM 1/6/2022 impone, la differenza fra i due non è determinabile — ed è la differenza, non il livello, che il criterio differenziale valuta.
Il LWA di targa non è il livello al ricettore. La IEC 61400-11 misura vicino alla macchina per costruzione. Il passaggio al ricettore è un calcolo di propagazione, e su distanze da parco eolico i limiti della ISO 9613-2 pesano più che su una sorgente industriale vicina: è il caso in cui la scelta del modello va dichiarata insieme al risultato.
Il livello regionale e comunale
Le tabelle precedenti sono nazionali, e non bastano. Fra la legge e il cantiere ci sono due livelli che decidono cosa si applica davvero:
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Leggi regionali e delibere di Giunta. La L. 447/95 attribuisce alle Regioni competenze proprie, e ogni Regione ha legiferato: criteri per la classificazione acustica, procedure per la documentazione di impatto e di clima acustico, requisiti dei tecnici, deroghe per attività temporanee e cantieri. Buona parte di questi criteri non sta nella legge regionale ma in delibere di Giunta, che la legge richiama e che vanno reperite a parte. Due cantieri identici in due Regioni diverse possono avere iter diversi.
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Delibera di Consiglio comunale che approva il PCA. Il Piano di Classificazione Acustica è l’atto che assegna la classe a ogni porzione di territorio, e diventa efficace con la delibera che lo approva: è quella la fonte da citare, con numero e data, non «la zonizzazione del Comune». Il PCA stabilisce anche le fasce di transizione fra classi non contigue e le aree destinate a manifestazioni temporanee.
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Regolamenti comunali di polizia urbana e acustica. Orari, attività rumorose, deroghe per cantieri e manifestazioni: stanno qui, non nel PCA, e sono la fonte che decide se un’attività è ammessa in una certa fascia oraria.
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Piano comunale di risanamento acustico. Previsto dall’art. 7 della L. 447/95, è uno strumento distinto dal PCA e obbligatorio in due casi: quando i valori limite risultano superati, e quando la classificazione accosta zone con differenza di classe superiore a 5 dB. Contiene gli interventi, le priorità e la loro copertura finanziaria. Per chi progetta è la fonte che dice se un’area è già oggetto di un intervento programmato — informazione che cambia la valutazione di un nuovo insediamento.
La zonizzazione non è universale, e va verificato se esiste. Senza PCA approvato i limiti del DPCM 14/11/1997 non si possono applicare e si ricade nel regime transitorio dell’art. 6 del DPCM 1/3/1991 — con valori diversi, riportati nella tabella più sopra. Dove si guarda: l’albo pretorio e il sito del Comune per la delibera e le tavole; il portale regionale o l’ARPA competente, che pubblicano lo stato di avanzamento della classificazione sul territorio; e in molte Regioni un catalogo dei PCA approvati.
Cosa si chiede al Comune, in concreto. Sono documenti pubblici, e dove non sono già pubblicati si ottengono con una richiesta di accesso agli atti:
- la delibera di approvazione del PCA e le tavole di classificazione, con la relazione tecnica che le accompagna;
- il piano comunale di risanamento acustico, se adottato, e lo stato di attuazione degli interventi previsti;
- il regolamento comunale in materia acustica e il regolamento di polizia urbana, con orari e prescrizioni per le attività rumorose;
- i criteri e la modulistica delle autorizzazioni in deroga per attività temporanee, cantieri e manifestazioni;
- le eventuali fasce di transizione fra classi non contigue e le aree destinate a manifestazioni, che il PCA individua nominativamente.
Conseguenza operativa: prima di aprire una tabella nazionale va reperita la delibera che approva il PCA del Comune e va verificato il quadro regionale, delibere di Giunta comprese. Nessuna delle due cose sta in questa pagina, e nessuna delle due è deducibile dalle norme tecniche.
Le fonti che decidono una causa fra privati
Le tabelle precedenti sono diritto amministrativo e norme tecniche. Una lite fra vicini non si decide con quelle.
| Fonte | Oggetto | Presupposti |
|---|---|---|
| Art. 844 Codice Civile | Immissioni | Il proprietario non può impedire le immissioni — fumo, calore, esalazioni, rumori, vibrazioni e simili propagazioni — dal fondo del vicino se non superano la normale tollerabilità, avuto riguardo anche alla condizione dei luoghi. Il giudice deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà |
| Art. 659 Codice Penale | Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone | Sanziona sia il produrre rumori molesti sia l’omettere di impedire strepiti di animali. Serve la potenzialità di disturbare una pluralità INDETERMINATA di persone: se in un condominio il disturbo riguarda un numero limitato di residenti, resta illecito civile fra vicini e non lede la tranquillità pubblica tutelata dalla norma. Pena: arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 309 euro |
Tre conseguenze che cambiano una relazione tecnica.
La normale tollerabilità non è una soglia numerica. L’art. 844 non fissa decibel: è il giudice a stabilire il limite nel caso concreto, «avuto riguardo anche alla condizione dei luoghi». Il criterio differenziale amministrativo può essere assunto come parametro, ma non lo è per legge — e il superamento di un limite amministrativo non decide da sé la causa civile, come il suo rispetto non la esclude.
La condizione dei luoghi entra nel giudizio. Lo stesso livello può essere tollerabile in una zona a vocazione industriale e non in una residenziale, e questo non dipende dalla classe acustica comunale ma dalla valutazione del giudice.
Il confine fra civile e penale è la platea, non il livello. Un rumore molto alto che disturba due appartamenti resta materia civile; un rumore minore che può disturbare un numero indeterminato di persone può integrare l’art. 659 c.p. Una relazione che serve in sede penale deve documentare la diffusività, non solo il livello.
Fonti interpretative
Non sono norme, e non vanno citate come tali. Servono a sapere come l’amministrazione legge una norma quando il testo è ambiguo.
| Fonte | Cosa è | Come si usa |
|---|---|---|
| Circolari e pareri del Ministero dell’Ambiente | Atti interpretativi sulla L. 447/95 e sui decreti attuativi | Orientano l’attività degli enti di controllo. Non creano obblighi nuovi e non vincolano il giudice, ma una relazione che se ne discosta conviene che spieghi perché |
| Interpelli (art. 12 D.Lgs 81/08) | Risposte ufficiali a quesiti di interpretazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro | Rilevanti per il Titolo VIII: rumore e vibrazioni dei lavoratori. Costituiscono criterio interpretativo per l’attività di vigilanza |
| Giurisprudenza | Sentenze di merito e di legittimità | È la fonte che di fatto definisce la normale tollerabilità dell’art. 844. Va citata per esteso — sezione, numero, anno — o non citata |
Regola pratica. In una relazione le tre categorie vanno tenute separate e qualificate: una norma cogente, una norma tecnica volontaria e un parere ministeriale hanno tre pesi diversi, e presentarli in fila senza distinguerli è la prima cosa che una controparte attacca.
Norme tecniche richiamate da una legge
Una norma UNI, ISO o IEC è volontaria: obbliga chi l’ha assunta per contratto o chi ha scelto di dichiararsi conforme. Diventa obbligatoria per tutti quando una legge la richiama — e allora vale l’edizione che la legge nomina, non quella corrente. L’ente che l’ha scritta può averla ritirata e sostituita da vent’anni: per il decreto continua a esistere, e su una misura destinata a un contenzioso si applica quella.
| Fonte cogente | Norma richiamata, come nominata nel testo | Stato presso l’ente |
|---|---|---|
| DM 16/03/1998 art. 2 — sistema di misura | EN 60651/1994 e EN 60804/1994, prescritte in classe 1 | Ritirate: la materia è passata alla serie IEC 61672 (61672-1:2013 in edizione 2.0). Il decreto continua a nominare le due EN |
| DM 16/03/1998 art. 2 — filtri | EN 61260/1995 | Sostituita dalla IEC 61260-1:2014, che ha diviso la norma in tre parti |
| DM 16/03/1998 art. 2 — microfoni | EN 61094-1/1994, -2/1993, -3/1995, -4/1995 | Serie rivista più volte dopo quelle date |
| DM 16/03/1998 art. 2 — calibratori | CEI 29-4 e, per la verifica periodica in classe 1, IEC 942:1988 | La IEC 942 è diventata IEC 60942, oggi edizione 4.0 (2017) |
| DPCM 05/12/1997 — indici di valutazione | UNI 8270:1987 parte 7ª, §5.1 per R’w e D2m,nT,w, §5.2 per L’n,w | Sostituita dalle UNI EN ISO 717-1 e -2, che sono le norme con cui si calcola oggi |
| DPCM 16/04/1999 n. 215 art. 2 — strumentazione | EN 60651/1994 e EN 60804/1994, classe 1 | Come per il DM 16/03/1998 |
Nella pratica lo strumento con cui si misura è conforme alla IEC 61672-1 e non alla EN 60651, che non è più in commercio da anni. La relazione lo dice in due righe: quale norma prescrive il decreto, quale norma soddisfa lo strumento usato, e perché la seconda copre la prima. È la prima cosa che una controparte attacca, e la si chiude prima che venga chiesta.
Il verso opposto vale allo stesso modo: una norma nuova non entra in un decreto per il fatto di essere uscita. La UNI 11367 esiste dal 2010 e dal 2023 in seconda edizione, ma non è un requisito di legge — lo diventa dove un capitolato o un CAM la richiama.
Norme UNI
| Norma | Oggetto | Note sul campo |
|---|---|---|
| UNI 11367:2023 | Classificazione acustica delle unità immobiliari | In vigore dal 26 gennaio 2023, sostituisce la UNI 11367:2010. Quattro classi, dalla I (migliore) alla IV. Chiave di lettura: la classe IV indica prestazioni che NON soddisfano il DPCM 5/12/1997, la III corrisponde alla conformità minima al decreto — quindi «classe II» significa meglio del minimo di legge, non «a norma». Procedure di valutazione e verifica in opera. L’appendice A porta valori di riferimento per ospedali e scuole |
| UNI 11532-1:2018 | Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati — requisiti generali | Descrittori della qualità acustica di un ambiente, valori di riferimento per destinazione d’uso, metodi previsionali e tecniche di valutazione comuni a tutti i settori |
| UNI 11532-2:2020 | Caratteristiche acustiche interne — settore scolastico | Con le errata corrige EC1:2020 ed EC2:2023. Requisiti su tempo di riverberazione e intelligibilità del parlato negli ambienti destinati all’attività didattica. È la parte richiamata dai CAM per l’edilizia scolastica |
| UNI 11532-3 | Caratteristiche acustiche interne — uffici, terziario, ambienti collettivi | In lavorazione presso il gruppo di lavoro UNI: estende agli altri settori i criteri di comfort acustico interno che la parte 2 fissa per le scuole. Copre gli ambienti che le parti precedenti non trattano — uffici, spazi terziari e commerciali, residenze — e si concentra su tempo di riverberazione e speech privacy. Obiettivo: parametri di fonoassorbimento e limiti di disturbo vocale e di rumorosità interna per direzionale, commerciale e open space. È un progetto, e come tale va citato: non si richiama in un capitolato |
| UNI ISO 22955:2023 | Qualità acustica degli spazi open office | Adozione della ISO 22955. Sei configurazioni di open space per tipo di attività, con le prestazioni attese per ciascuna. È il riferimento pubblicato per l’open space finché la UNI 11532-3 resta un progetto |
| UNI ISO 23591:2023 | Criteri di qualità acustica per spazi e sale prova | Adozione della ISO 23591. Requisiti acustici e geometrici — volume, altezza, superfici — per tre categorie di musica: amplificata, acustica a basso volume, acustica ad alto volume |
| UNI 9614:2017 | Misura e valutazione delle vibrazioni negli edifici — disturbo alle persone | Riprende l’approccio della norma norvegese NS 8176 e rimanda alla ISO 2631-2:2003 per i metodi di misura. Esclude espressamente vibrazioni sismiche, danno strutturale, igiene del lavoro e danno ad apparecchiature |
| UNI 9916:2014 | Criteri di misura e valutazione degli effetti delle vibrazioni sugli edifici | Risposta strutturale e integrità architettonica. È la norma del danno, non del disturbo: le due grandezze e le due soglie sono diverse e stanno su scale distanti fra loro |
Norme ISO: acustica ambientale e in esterno
| Norma | Oggetto | Campo e limiti |
|---|---|---|
| ISO 1996-1:2016 | Descrizione, misura e valutazione del rumore ambientale — grandezze base | Riconfermata nel 2021. Definisce le grandezze descrittive e le procedure di valutazione, incluse indicazioni sulla previsione della risposta di annoyance a lungo termine |
| ISO 1996-2:2017 | Determinazione dei livelli di pressione sonora | Misura diretta ed estrapolazione per calcolo. Pensata per l’esterno, con alcune indicazioni per l’interno; si applica a ogni tipo di sorgente ambientale — strada, ferrovia, aeromobili, industria |
| ISO 9613-1:1993 | Attenuazione del suono in propagazione all’aperto — assorbimento atmosferico | Coefficiente di assorbimento dell’aria in funzione di frequenza, temperatura e umidità relativa; riconfermata nel 2026, quindi vigente nonostante la data. È la parte richiamata dalla Parte 2 per il termine Aatm |
| ISO 9613-2:2024 | Metodo ingegneristico per la previsione dei livelli di pressione sonora in esterno | Edizione 2, pubblicata il 23 gennaio 2024, riconfermata nel 2025. Cancella e sostituisce l’edizione 1996, il cui titolo era General method of calculation. Algoritmi per bande d’ottava con frequenze centrali nominali da 63 Hz a 8 kHz, per sorgente puntuale o insieme di sorgenti puntuali |
| ISO 3744:2025 | Determinazione dei livelli di potenza sonora da pressione sonora, in campo libero su piano riflettente | Edizione 4, dicembre 2025, sostituisce la 2010. La nuova edizione non copre più la determinazione del livello di energia sonora, rimossa per scarso utilizzo, e sposta parte della qualificazione dell’ambiente di prova nella ISO 26101-2. Recepita in Italia come UNI EN ISO 3744:2026 (aprile 2026): in una relazione va citato il recepimento |
Norme ISO: acustica in ambienti e in edilizia
| Norma | Oggetto | Campo e limiti |
|---|---|---|
| ISO 3382-1:2009 | Misura dei parametri acustici degli ambienti — sale da spettacolo | Riconfermata nel 2021. Parametri di chiarezza, definizione, tempo di decadimento precoce, misurati da risposta all’impulso |
| ISO 3382-2:2008 | Misura del tempo di riverberazione negli ambienti ordinari | Riconfermata nel 2022. Tre gradi di accuratezza — di controllo, tecnico, di precisione — con requisiti diversi su numero di posizioni e ripetizioni |
| ISO 354:2003 | Misura dell’assorbimento acustico in camera riverberante | Edizione 2, riconfermata nel 2024, quindi vigente — ma attualmente in revisione, e la ragione dichiarata è la riproducibilità fra laboratori. Nei confronti interlaboratorio il limite di riproducibilità dell’α arriva a 0,7 a 125 Hz e resta sopra 0,2 anche a 5 kHz |
| ISO 717-1:2020 | Valutazione dell’isolamento acustico — per via aerea | Regole per ricavare i descrittori a numero singolo dalle misure in banda, e per semplificare la formulazione dei requisiti nei regolamenti edilizi |
| ISO 717-2:2020 | Valutazione dell’isolamento acustico — rumore di calpestio | Descrittori a numero singolo per l’attenuazione del calpestio di rivestimenti e pavimenti flottanti |
| ISO 12354-1:2017 | Stima delle prestazioni acustiche degli edifici a partire dagli elementi — isolamento per via aerea | Modelli di calcolo per l’isolamento fra ambienti adiacenti a partire da dati misurati sugli elementi, con trasmissione diretta e laterale. Il modello dettagliato lavora in terzi d’ottava da 100 a 3150 Hz, coerentemente con la ISO 717-1 |
| ISO 12354-2:2017 | Stima delle prestazioni — isolamento al calpestio | Seconda parte della serie di previsione |
| ISO 12354-3:2017 | Stima delle prestazioni — isolamento di facciata dal rumore esterno | Terza parte |
| ISO 12354-4:2017 | Stima delle prestazioni — trasmissione del rumore dall’interno verso l’esterno | Quarta parte |
| ISO 10140-1:2016 | Isolamento in LABORATORIO — regole di applicazione per prodotti specifici | Preparazione, montaggio e condizioni di prova per ciascuna famiglia di prodotto: è la parte che decide se due schede tecniche sono confrontabili |
| ISO 10140-2:2021 | Isolamento in LABORATORIO — per via aerea | Edizione 2 |
| ISO 10140-3:2021 | Isolamento in LABORATORIO — rumore di calpestio | Edizione 2 |
| ISO 10140-4:2021 | Isolamento in LABORATORIO — procedure e requisiti di misura | Edizione 2 |
| ISO 10140-5:2021 | Isolamento in LABORATORIO — requisiti per laboratori e apparecchiature | Edizione 2. Insieme alla -4 è la parte che rende ripetibile il risultato fra laboratori diversi |
| ISO 16283-1:2014 + Amd 1:2017 | Misure in opera dell’isolamento acustico — per via aerea | Procedure di misura in campo, distinte da quelle di laboratorio della serie ISO 10140. In Europa il documento applicato è EN ISO 16283-1:2014+A1:2017, recepito in Italia come UNI EN ISO 16283-1:2018: citare la sola 2014 omette l’emendamento. Volumi da 10 a 250 m³, banda 50–5000 Hz |
| ISO 16283-2:2020 | Misure in opera — rumore di calpestio | Seconda parte della serie di campo, per il calpestio. È in corso una revisione (ISO/DIS 16283-2, ed. 3) |
| ISO 16283-3:2016 | Misure in opera — isolamento di facciata | Metodi per elemento e metodi globali sull’intera facciata, da misure di pressione sonora |
| ISO 3382-3:2022 | Parametri acustici — uffici open space | Edizione 2, sostituisce la 2012 con revisione tecnica. Introduce le grandezze proprie dell’open space (distanza di distrazione, decadimento spaziale del parlato), che non sono quelle di una sala |
Norme ISO: vibrazioni
| Norma | Oggetto | Campo e limiti |
|---|---|---|
| ISO 2631-1:1997 + Amd 1:2010 | Valutazione dell’esposizione umana alle vibrazioni al corpo intero — requisiti generali | Ponderazioni in frequenza dipendenti dalla direzione: la risposta lungo l’asse verticale è diversa da quella lungo gli assi orizzontali. Attenzione: è in corso una revisione (ISO/DIS 2631-1), quindi l’edizione può cambiare a breve |
| ISO 2631-2:2003 | Vibrazioni negli edifici da 1 a 80 Hz | È la parte richiamata dalla UNI 9614:2017 per i metodi di misurazione |
| ISO 5349-1:2001 | Vibrazioni trasmesse alla mano — requisiti generali | Riconfermata nel 2026, quindi vigente. È la norma dietro il valore A(8) mano-braccio del D.Lgs 81/08: senza di essa quel numero non ha un metodo |
| ISO 5349-2:2001 + Amd 1:2015 | Vibrazioni trasmesse alla mano — guida pratica in campo | La parte operativa: dove si mette l’accelerometro, come si tratta l’impugnatura, come si compone la giornata |
| EN ISO 5349-3:2025 | Vibrazioni trasmesse alla mano — urti | Parte nuova, sugli urti trasmessi alla mano: caso non coperto dalle Parti 1 e 2, che assumono vibrazione continua |
Norme IEC: strumentazione
| Norma | Oggetto | Campo e limiti |
|---|---|---|
| IEC 61672-1:2013 | Fonometri — specifiche | Edizione 2.0. Due classi di prestazione, 1 e 2, con gli stessi obiettivi di progetto e limiti di accettazione diversi: alla frequenza di riferimento di 1 kHz la tolleranza è ±1,1 dB in classe 1 e ±1,4 dB in classe 2. Copre fonometri a ponderazione temporale, integratori-mediatori e integratori di esposizione sonora |
| IEC 61672-2:2013 | Fonometri — prove di valutazione del modello | Le prove che un MODELLO di strumento deve superare per l’approvazione. È la norma citata nel certificato di approvazione, non in quello di taratura |
| IEC 61672-3:2013 | Fonometri — prove periodiche | Le prove sul SINGOLO esemplare, quelle della verifica periodica. Un fonometro «conforme alla IEC 61672-1» senza verifica periodica secondo la -3 non ha una conformità dimostrata nel tempo |
| IEC 61260-1:2014 | Filtri di banda a ottava e a frazione di ottava | Requisiti di prestazione per realizzazioni analogiche, a dati campionati e digitali. È la norma che definisce cosa può chiamarsi «banda d’ottava» o «terzo d’ottava» |
| IEC 61260-2:2016 | Filtri di banda — prove di valutazione del modello | Come la 61672-2, ma per i filtri |
| IEC 61260-3:2016 | Filtri di banda — prove periodiche | Edizione 1.0. Prove periodiche sui filtri progettati per la classe 1 o la classe 2 della IEC 61260-1:2014: è la verifica sull’esemplare, non sul modello |
| IEC 60942:2017 | Calibratori acustici | Edizione 4.0. Tre classi: LS (laboratory standard, uso di laboratorio), 1 e 2 per uso in campo, con limiti di accettazione crescenti in quest’ordine. È lo strumento con cui si verifica il fonometro prima e dopo ogni sessione: la sua classe entra nel bilancio d’incertezza della misura |
| IEC 61252:2025 | Dosimetri personali di esposizione sonora | Edizione nuova: sostituisce la 1993 con i suoi Amd 1:2000 e Amd 2:2017, che circolavano come versione consolidata 1993+AMD1+AMD2. Misura l’esposizione sonora ponderata A per suoni stazionari, intermittenti, fluttuanti, irregolari o impulsivi, in un solo grado di accuratezza — non ci sono classi 1 e 2 come nei fonometri |
| IEC 60268-16:2020 | Valutazione oggettiva dell’intelligibilità del parlato — STI | Edizione 5.0, sostituisce la 4 (2011). Matrice di 7 bande d’ottava (125 Hz – 8 kHz) per 14 frequenze di modulazione (da 0,63 a 12,5 Hz), cioè 98 valori di funzione di trasferimento della modulazione. L’edizione 5 ha modificato lo spettro del segnale di test maschile, con riduzioni sensibili nelle bande 125 e 250 Hz |
Perché le tre parti contano. Una scheda tecnica che dichiara «conforme IEC 61672-1 classe 1» dice cosa lo strumento dovrebbe fare. La -2 è la norma con cui quel modello è stato approvato; la -3 è quella con cui il singolo esemplare viene verificato periodicamente. Su una misura destinata a un contenzioso servono tutte e tre: il certificato di taratura, la classe del calibratore usato in campo, e la data dell’ultima verifica periodica.
La classe del fonometro entra nel bilancio d’incertezza
La differenza fra classe 1 e classe 2 non è la precisione «in generale»: sono limiti di accettazione e intervalli di temperatura operativa diversi. Su una misura che deve essere confrontata con una soglia di legge, quella differenza entra nel bilancio d’incertezza — e un margine di 1 dB rispetto al limite non sopravvive a uno strumento con tolleranza ±1,4 dB alla frequenza di riferimento. È il motivo per cui il DM 16/03/1998 prescrive la classe.
Incertezza e decisione di conformità
| Norma | Oggetto | Note |
|---|---|---|
| ISO 14253-1 | Regole di decisione per dichiarare conformità o non conformità | Nasce nelle specifiche geometriche di prodotto, ma la regola è generale: definisce le fasce di guardia con cui si decide un esito quando il valore misurato è vicino al limite e l’incertezza non è trascurabile |
È la norma che manca più spesso in una relazione acustica. Un valore di 54,8 dB(A) contro un limite di 55 non è «conforme» se l’incertezza estesa è ±1,5 dB: senza una regola di decisione dichiarata, quell’esito è una scelta non motivata. La pagina sull’incertezza di misura tratta il bilancio; qui interessa il passaggio successivo, cioè come dal bilancio si arriva a un giudizio.
Altri sistemi nazionali europei
| Norma | Oggetto | Note |
|---|---|---|
| BS 5228-1:2009+A1:2014 | Rumore nei cantieri e nei siti aperti | Code of practice britannico, usato come riferimento internazionale per le previsioni di rumore da cantiere anche fuori dal Regno Unito. L’A1:2014 sostituisce la 2009, che è ritirata |
| BS 5228-2:2009+A1:2014 | Vibrazioni nei cantieri e nei siti aperti | Parte gemella sulle vibrazioni, con le soglie di riferimento per il danno e per il disturbo in fase di cantiere |
| NF S 31-010:1996 | Caratterizzazione e misura del rumore ambientale | Dicembre 1996, con l’emendamento A1 sui dati meteorologici. Norma francese di metodo, richiamata dalla regolamentazione francese sui rumori di vicinato. Una revisione è in corso presso AFNOR: il link porta alla scheda del progetto |
| NF S 31-057:1982 | Verifica della qualità acustica degli edifici | Ottobre 1982. Ritirata da AFNOR e comunque usata: è il riferimento del collaudo acustico nelle perizie francesi, e il testo resta distribuito dal CNEJAC per quell’uso. Il caso mostra che «ritirata» non vuol dire «non applicata» |
Le vibrazioni in edilizia hanno un riferimento tedesco che circola come standard di fatto anche fuori dalla Germania: sta nella tabella DIN più sotto, insieme al resto della serie.
Norme non italiane e non ISO/IEC
Servono quando il committente, il prodotto o la scheda tecnica arrivano da fuori Europa. Le grandezze americane non sono traduzioni di quelle ISO: STC, IIC e NRC sono definite da metodi propri, e trattarle come sinonimi di Rw, Ln,w e αw produce confronti che non reggono a una verifica.
Stati Uniti — ANSI / ASA
| Norma | Oggetto | Note |
|---|---|---|
| ANSI/ASA S12.60/Part 1-2010 (R2020) | Acustica delle scuole — edifici permanenti | Criteri prestazionali e requisiti di progetto: per un’aula non occupata e arredata sotto 283 m³ (10 000 ft³) fissa un T60 massimo di 0,6 s e un rumore di fondo massimo di 35 dB(A) |
| ASA/ANSI S12.60-2019/Part 4 (R2024) | Acustica delle scuole — palestre e ambienti per l’educazione fisica | Parte dedicata: gli ambienti sportivi hanno volumi e requisiti diversi da un’aula |
| ANSI/ASA S1.4-2014/Part 1 | Fonometri — specifiche | È l’adozione nazionale della IEC 61672-1:2013: stesso contenuto tecnico, sigla diversa |
| ANSI/ASA S1.11-2014/Part 1 | Filtri a ottava e a frazione di ottava | Adozione nazionale della IEC 61260-1:2014 |
| ASA/ANSI S12.54-2011 (R2025) | Livelli di potenza sonora in campo libero su piano riflettente | Adozione nazionale della ISO 3744:2010 — quindi l’edizione ISO 2025 non è ancora recepita: chi lavora su specifica americana può trovarsi la 2010 |
| ASA/ANSI S2.72-2002/Part 1 (R2023) | Esposizione umana alle vibrazioni al corpo intero | Adozione nazionale della ISO 2631-1:1997 + Amd 1:2010 |
Stati Uniti — ASTM
| Norma | Oggetto | Note |
|---|---|---|
| ASTM E90 | Isolamento per via aerea in laboratorio | Metodo di prova; il rating a numero singolo lo assegna la E413. La formula in uso è «tested per ASTM E90, rated per ASTM E413» |
| ASTM E413-22 | Classificazione: STC (Sound Transmission Class) | Su 16 bande di terzo d’ottava da 125 a 4000 Hz. Non è Rw: la banda e la curva di riferimento sono diverse |
| ASTM E336 | Isolamento per via aerea in opera | Rating a numero singolo: NIC, NNIC e ASTC (Apparent STC), che include la trasmissione laterale. Nelle edizioni correnti di E336 ed E413 il rating di campo standard è l’ASTC |
| ASTM E492 | Rumore di calpestio in laboratorio | Dalla quale la E989-21 assegna l’IIC (Impact Insulation Class) |
| ASTM E1007 | Rumore di calpestio in opera | Metriche di campo AIIC, ISR e NISR, assegnate dalla E989-21 |
| ASTM C423 | Assorbimento acustico in camera riverberante | È il metodo americano corrispondente alla ISO 354, e i due non danno gli stessi numeri: la letteratura sulle deviazioni fra i due metodi esiste ed è documentata |
Germania — DIN / VDI
| Norma | Oggetto | Note |
|---|---|---|
| DIN 4109-1:2018-01 | Isolamento acustico negli edifici — requisiti minimi | Gennaio 2018. Requisiti sull’isolamento dei componenti e sui livelli ammessi nei schutzbedürftige Räume, gli ambienti da proteggere. È l’equivalente funzionale del nostro DPCM 5/12/1997, con requisiti e verifiche proprie |
| DIN 18041:2016 | Qualità acustica negli ambienti chiusi | Hörsamkeit in Räumen: tempi di riverberazione raccomandati per destinazione d’uso, con la comunicazione verbale come obiettivo dichiarato. Equivalente funzionale della serie UNI 11532 |
| DIN 4150-2:1999-06 | Vibrazioni in edilizia — effetti sulle persone negli edifici | Giugno 1999. La parte tedesca corrispondente alla UNI 9614: è la norma del disturbo |
| DIN 4150-3:2016-12 | Vibrazioni in edilizia — effetti sulle costruzioni | Dicembre 2016, sostituisce la 1999-02. È la norma del danno, e la più citata delle due fuori dalla Germania: la si incontra nelle prescrizioni di cantiere anche dove la norma applicabile sarebbe la UNI 9916 |
| VDI 2058 Blatt 2 | Rumore e rischio di danno uditivo | Revisione 2020-08 |
| VDI 2058 Blatt 3 | Rumore nell’area di lavoro per attività specifiche | Edizione 2014-08, richiamata dall’Arbeitsstättenverordnung per i limiti di immissione nei luoghi di lavoro |
| VDI 2569 | Protezione dal rumore e progetto acustico negli uffici | Riferimento tedesco per gli open space, dove la UNI 11532-1 copre il caso in modo più generale |
Un avvertimento sul confronto fra sistemi. Le adozioni nazionali possono restare ferme a un’edizione ISO precedente: la ASA/ANSI S12.54 recepisce la ISO 3744 nella versione 2010, non la 2025. Su una commessa che cita una sigla americana va verificato a quale edizione ISO corrisponde, perché non è detto sia quella vigente in Europa.
Cosa è cambiato nell’edizione vigente
Solo per le edizioni pubblicate dal 2011, cioè con meno di quindici anni. Per le altre — ISO 354:2003, ISO 3382-1:2009 e -2:2008, ISO 9613-1:1993, e le leggi italiane degli anni Novanta — chi le usa lavora con quella versione da oltre un decennio, e la storia delle modifiche non aggiunge nulla di operativo.
Serve a una cosa concreta: rileggere un lavoro precedente. Se una relazione è stata prodotta sotto l’edizione precedente, queste righe dicono se i due risultati sono confrontabili o no.
ISO 9613-2:2024 (ed. 2, gennaio 2024) sostituisce l’edizione 1996. Il titolo cambia da General method of calculation a metodo ingegneristico per la previsione dei livelli di pressione sonora, e la riscrittura riguarda il §7.4: cambia la formulazione della perdita per diffrazione su barriera e cambia la correzione meteorologica. Due relazioni che citano «la ISO 9613-2» senza edizione possono avere usato due metodi diversi. Su quella riscrittura è in votazione DIS l’emendamento ISO 9613-2:2024/DAmd 1, che riporta entrambe le formule alla forma del 1996, mentre in catalogo ISO la terza edizione è già in stesura con la dicitura «will replace ISO 9613-2:2024»: che cosa cambia, e di quanto.
ISO 3744:2025 (ed. 4, dicembre 2025) sostituisce la 2010. La nuova edizione rimuove la determinazione del livello di energia sonora, per scarso utilizzo, e sposta parte della qualificazione dell’ambiente di prova nella ISO 26101-2; chiarisce le misure su superficie cilindrica e aggiunge l’Annex I sulla riduzione dell’incertezza. Il procedimento di misura di base e la deviazione standard di riproducibilità della procedura principale restano invariati, quindi i risultati ottenuti sotto la 2010 restano confrontabili.
ISO 1996-1:2016 (ed. 3) sostituisce la 2003 con revisione tecnica: sono state aggiunte o riviste le sottoclausole 3.6, 6.3.1, 6.5, 8.1, 8.2.1 i) e gli allegati A, D, E, F, G, H.
ISO 1996-2:2017 (ed. 3) sostituisce la 2007 con revisione tecnica. La novità che pesa sull’uso quotidiano è il parametro del suono residuo, definito come tutto il suono che non appartiene alla sorgente specifica in esame — grandezza distinta dal livello di rumore di fondo L_N. Chi confronta una misura del 2010 con una di oggi deve verificare quale delle due grandezze è stata usata.
ISO 717-1:2020 sostituisce la 2013. Le modifiche sono di riorganizzazione: l’Annex G.6 è stato trasferito dalla ISO 10140, e così gli spettri di riferimento smussati del potere fonoisolante degli elementi di base (dall’Annex B della ISO 10140-5:2018); riferimenti aggiornati.
ISO 717-2:2020 sostituisce la 2013 e aggiunge un Annex D nuovo, con un metodo di valutazione dell’isolamento al calpestio pesante/soffice basato sul livello massimo di pressione sonora di calpestio ponderato A.
ISO 12354-1:2017 è l’adozione ISO della EN 12354-1:2000, che sostituisce. Il modello dettagliato della ISO 12354-1 lavora in terzi d’ottava da 100 a 3150 Hz secondo la ISO 717-1, estendibile fino a 50 Hz quando i dati sugli elementi e sui giunti lo consentono.
ISO 16283-1:2014 sostituisce la ISO 140-4 per le misure in campo, e ha un Amd 1:2017: il documento applicato in Europa è EN ISO 16283-1:2014+A1:2017, e citare la sola 2014 omette l’emendamento. Copre volumi da 10 a 250 m³ nella banda da 50 a 5000 Hz.
IEC 61672-1:2013 (ed. 2.0) sostituisce la 2002, e il cambiamento è nel criterio di conformità. Nella prima edizione la conformità richiedeva che lo scostamento misurato esteso dell’incertezza rientrasse nei limiti di tolleranza; nella seconda si richiede che lo scostamento misurato non superi i limiti di accettazione e che l’incertezza di misura non superi il massimo ammesso, entrambe a probabilità di copertura del 95%. Non è una limatura: due strumenti giudicati conformi sotto le due edizioni possono non essere lo stesso insieme.
IEC 61260-1:2014 sostituisce la IEC 61260:1995 e il suo Amd 1:2001, e divide il documento unico in tre parti (specifiche, prove di valutazione del modello, prove periodiche). Cambiamenti tecnici che contano: la classe 0 è stata rimossa, i design goal possono essere solo in base 10, le condizioni ambientali di riferimento passano da 20 °C / 65 % UR a 23 °C / 50 % UR, e i limiti di tolleranza tengono ora conto dell’incertezza di misura, che nel 1995 non era considerata.
IEC 60268-16:2020 (ed. 5.0) sostituisce la 2011. Ha cambiato lo spettro del segnale di test maschile, con riduzioni sensibili nelle bande 125 e 250 Hz. Un valore di STI misurato sotto la quarta edizione e uno misurato sotto la quinta non sono direttamente confrontabili.
UNI 11367:2023 sostituisce la UNI 11367:2010, con revisione dei riferimenti normativi e aggiornamento di alcuni paragrafi. L’impianto — quattro classi dalla I alla IV, valutazione in opera — resta quello.
UNI 11532-1:2018 e UNI 11532-2:2020 hanno trasformato la UNI 11532 da norma singola a serie: la Parte 1 porta i requisiti generali comuni a tutti i settori, la Parte 2 il settore scolastico. La Parte 2 ha due errata corrige, EC1:2020 ed EC2:2023.
UNI 9614:2017 sostituisce l’edizione 2004 e non è un aggiornamento cosmetico: introduce un approccio di valutazione diverso, ripreso dalla norma norvegese NS 8176, e rimanda alla ISO 2631-2:2003 per i metodi di misurazione. Una relazione del 2010 e una del 2020 non sono confrontabili per default.
UNI 9916:2014 sostituisce l’edizione 2004 (in vigore dal 16 gennaio 2014). Classifica le strutture in quattordici categorie e considera l’intervallo di frequenza da 0,1 a 150 Hz.
D.Lgs 42/2017 ha sostituito il regime in cui il riconoscimento del tecnico competente era regionale: istituisce l’elenco nazionale presso il Ministero dell’Ambiente, alimentato dalle Regioni e pubblicato tramite ISPRA, e introduce l’aggiornamento obbligatorio — almeno 30 ore ogni cinque anni, su un minimo di tre. Chi era riconosciuto sotto il regime precedente è transitato nell’elenco; l’obbligo formativo, invece, è nuovo.
DM 24/11/2025 (CAM edilizia) sostituisce il DM 256/2022 e il correttivo DM 5/8/2024, in vigore dal 1° febbraio 2026. Il quadro è aggiornato al Codice dei contratti 2023, con novità su progettazione, prodotti da costruzione, gestione dei rifiuti, criteri ESG e personale di cantiere.
Come si cita una norma in una relazione
Tre punti che una controparte verifica per primi.
L’edizione va scritta. «Secondo la ISO 9613-2» non identifica un metodo: fra l’edizione 1996 e la 2024 la formulazione della diffrazione su barriera è cambiata, quindi due relazioni che citano la stessa norma senza edizione possono avere usato due metodi diversi. Lo stesso vale per la UNI 9614, dove l’edizione 2017 ha introdotto un approccio di valutazione diverso dalla precedente.
Il titolo per cui una norma volontaria si applica va dichiarato. Contratto, regolamento locale o criterio assunto dal giudice: sono tre cose diverse, e la prima domanda di una controparte è quale delle tre.
Il campo di applicazione delimita cosa la norma può concludere. La UNI 9614 esclude il danno strutturale, quindi non permette di concludere che un edificio non è danneggiato. Simmetricamente, la UNI 9916 non dice nulla sul disturbo alle persone.
Limiti di questa pagina
- Riporta i riferimenti, non il testo delle norme. I valori limite, le formule e le procedure stanno nei documenti originali, che sono a pagamento per le norme tecniche e in Gazzetta Ufficiale per leggi e decreti.
- Non copre l’acustica delle macchine (direttiva macchine e serie ISO dedicate), l’acustica forense, la certificazione dei prodotti da costruzione, né l’esposizione professionale oltre il richiamo al D.Lgs 81/08.
- Fuori dall’Italia copre ANSI/ASA, ASTM, DIN, VDI e le due BS di cantiere, che sono i sistemi che si incontrano più spesso su commessa. Non copre il resto del catalogo BS oltre i recepimenti EN, né i sistemi giapponese (JIS), cinese (GB) o australiano/neozelandese (AS/NZS).
- Non sostituisce un parere. Stabilire quale norma si applica a un caso concreto, e a che titolo, è esattamente l’attività riservata al tecnico competente.
Riferimenti
Testi normativi italiani: Normattiva (testo vigente) e Gazzetta Ufficiale (testo come pubblicato). Elenco nazionale dei tecnici competenti in acustica: ENTECA — ISPRA. Cataloghi delle norme tecniche: ISO, IEC, UNI. Avanzamento dei progetti di norma italiani: UNI e ANIT, che pubblica aggiornamenti tecnici sulle bozze in lavorazione — è la via per seguire la UNI 11532-3.
Il dato sulla riproducibilità interlaboratorio della ISO 354 proviene dalla letteratura di supporto alla revisione della norma (confronti round robin fra laboratori).
Pagine collegate su questo sito: criterio differenziale, limiti del rumore stradale, tempo di riverberazione, vibrazioni negli edifici, LEX,8h.
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