A gennaio 2024 ISO ha pubblicato la seconda edizione della 9613-2 — Attenuazione del suono durante la propagazione all’esterno, Parte 2: metodo ingegneristico per la previsione dei livelli di pressione sonora. Cancella e sostituisce l’edizione 1996, e la riscrittura riguarda la §7.4, cioè la diffrazione sulle barriere: cambia la formulazione della perdita per diffrazione Dz e cambia la correzione meteorologica Kmet.
Aggiornamento del 3 settembre 2026. Un emendamento in bozza — ISO 9613-2:2024/DAmd 1, in votazione DIS — riporta entrambe le formule di questa pagina alla forma del 1996. Le due scritture affiancate, di quanto cambiano i numeri e che cosa resta della seconda edizione stanno in ISO 9613-2:2024/DAmd 1: la diffrazione torna al 1996.
Il motivo è dichiarato dal Foreword della norma stessa: “modified specification of the barrier attenuation Dz and the correction for meteorological effects Kmet to eliminate well known shortcomings with low barriers and large source-to-receiver distances”. Le due carenze citate sono esattamente i due casi in cui la 1996 sbagliava di più, e le due modifiche le indirizzano una per una.
La nuova Dz, e la soglia che prima non c’era
1996: Dz = 10·log₁₀(3 + (C₂/λ)·C₃·z·Kmet)
2024: Dz = 10·log₁₀[1 + (2 + (C₂/λ)·C₃·z)·Kmet] per z > z_min
Dz = 0 per z ≤ z_min
z_min = -2λ / (C₂·C₃)
La costante che passa da 3 a 1+2 non è un fatto di scrittura: nella forma 2024 il termine costante sta dentro la parentesi moltiplicata per Kmet, quindi dove Kmet collassa — barriere basse, grandi distanze — Dz tende a 10·log₁₀(1) = 0 invece che a 10·log₁₀(3) ≈ 4,8 dB. Nella 1996 la formula restituiva un’attenuazione positiva anche per z piccolo o negativo, cioè per geometrie in cui la barriera non scherma affatto — sfiora la linea di vista, o le sta sotto. Un ostacolo che non intercetta il cammino diretto non può attenuare, e attribuirgli qualche decibel è un errore che si accumula proprio dove le barriere sono basse.
La 2024 introduce z_min come confine esplicito: sotto quella differenza di cammino, Dz è zero. La soglia dipende dalla lunghezza d’onda, quindi è diversa banda per banda — coerentemente col fatto che una barriera bassa scherma le alte frequenze e non le basse. Da sola, però, non muove un decibel: sostituendo z_min = −2λ/(C₂C₃) nell’argomento del logaritmo si ottiene 3 − 2 = 1 nella forma 1996 e 1 + (2−2)·Kmet = 1 nella 2024, cioè 0 dB in entrambe. È il confine del dominio in cui il logaritmo ha argomento ≥ 1, scritto in modo esplicito — necessario nella forma 2024, che sotto quel valore avrebbe argomento negativo.
La nuova Kmet
1996: Kmet = exp{-(1/2000)·√(d_SS·d_SR·d / (2z))} [Kmet = 1 per z ≤ 0]
2024: Kmet = exp{-(1/2000)·√[max(d_SS,d_SR)+e]·min(d_SS,d_SR)·d / [2(z-z_min)]}
Due cambiamenti. Il primo: le distanze sorgente-bordo e bordo-ricevitore vengono trattate in modo asimmetrico, attraverso max e min, mentre la 1996 le trattava come intercambiabili in un prodotto. Il secondo: il denominatore diventa 2(z − z_min) invece di 2z, e con esso cade la clausola Kmet = 1 per z ≤ 0 — la correzione meteorologica si applica anche a linea di vista libera, fin giù alla soglia. La distanza diretta d sta in entrambe le edizioni: nella Kmet canonica del 1996 è già al numeratore della radice.
L’asimmetria conta perché una geometria con sorgente vicina alla barriera e ricevitore lontano non è equivalente a quella opposta, per quanto il prodotto delle distanze sia lo stesso: la curvatura dei raggi sonori dovuta al gradiente di vento e temperatura agisce lungo tutto il percorso, e il ramo lungo pesa diversamente dal ramo corto. Su scenari urbani brevi la differenza fra le due formulazioni è piccola; sulla propagazione a lunga distanza diventa rilevante, che è la seconda carenza citata dal Foreword.
Il limite superiore resta invariato fra le due edizioni: 20 dB per barriera singola, 25 dB per diffrazione multipla (§7.4.4).
Diffrazione laterale (§7.4.3)
La 2024 tratta anche i cammini che aggirano i bordi verticali della barriera, non solo quello sopra il bordo superiore. Sono i percorsi che diventano dominanti vicino agli estremi di una barriera finita, dove il suono passa di lato invece di scavalcare: se si modella solo il bordo superiore, l’attenuazione calcolata alle estremità è troppo alta.
I tre cammini — sopra e ai due lati — si combinano secondo la formula (25) del §7.4.4. La combinazione ha senso solo quando la barriera è lo schermo che governa il risultato: se sulla stessa coppia sorgente-ricevitore c’è un edificio che scherma di più, la geometria dei bordi della barriera non descrive più il percorso rilevante, e il contributo laterale va scartato.
Di quanto cambiano i numeri
L’ordine di grandezza è quello che serve per capire se la transizione tocca il proprio caso:
- scenari urbani brevi, barriera di altezza ordinaria, sorgente e ricevitore a distanze paragonabili: le due edizioni differiscono sotto il decibel;
- casi estremi — barriere basse, oppure grandi distanze sorgente-ricevitore: la differenza arriva a 4,4 dB per banda, e sono i due casi che la 2024 dichiara di voler correggere. I valori per geometria, calcolati sulle tre formulazioni, stanno nel post sull’emendamento.
Sotto il decibel si sta dentro l’incertezza di qualunque misura in campo, quindi la transizione non invalida i lavori precedenti in area urbana. Nei casi estremi la differenza è sopra la soglia in cui un numero cambia una conclusione, e lì la formulazione usata va dichiarata.
Perché la 1996 serve ancora
La transizione fra le due edizioni nei software di previsione del rumore ambientale di uso corrente (CadnaA, SoundPLAN, NoiseModelling) non è avvenuta contemporaneamente per tutti. Un tecnico che debba confrontare un proprio risultato con uno studio prodotto qualche anno prima, con la formulazione precedente, ha bisogno di riprodurre quella formulazione — non di una spiegazione di perché i numeri non tornano.
È il motivo per cui uno strumento fa bene a dichiarare quale edizione ha prodotto un risultato, invece di sostituirla silenziosamente in un cambio di versione. Il costo è un selettore in più; il ritorno è che un risultato resta ricostruibile a distanza di anni, che è la condizione per poterlo confrontare con qualcosa.
Il contesto normativo italiano
La 9613-2 è un metodo di calcolo, non un obbligo: quello che rende un risultato utilizzabile in Italia è la catena normativa che gli sta intorno.
- ISO 9613-1:1993 — assorbimento atmosferico, il termine che alimenta la 9613-2;
- ISO 9613-2:2024 — edizione vigente del metodo ingegneristico;
- Maekawa, Z. (1968) — Applied Acoustics 1(3), 157-173, DOI 10.1016/0003-682X(68)90020-0: la curva sperimentale sul numero di Fresnel da cui discendono le approssimazioni analitiche ancora in uso;
- L. 26/10/1995 n. 447 — legge quadro sull’inquinamento acustico;
- DPCM 14/11/1997 — valori limite delle sorgenti sonore (Tabelle A, B, C, D);
- DM 16/03/1998 — tecniche di rilevamento e misurazione;
- DM 29/11/2000 — requisiti funzionali dei modelli di calcolo;
- D.Lgs 19/8/2005 n. 194 — recepimento della Direttiva 2002/49/CE.
Su questo punto, per essere espliciti: «software certificato» non è una categoria prevista dalla normativa italiana, e nessun prodotto è imposto. Il DM 29/11/2000 fissa requisiti funzionali che il modello deve avere, e la responsabilità del lavoro è di un tecnico competente in acustica iscritto all’ENTECA. Le due cose non si sostituiscono a vicenda, e nessun programma sostituisce la seconda.
Dove provarlo
Il confronto fra le formulazioni si vede meglio eseguendolo: il calcolo barriere espone la 2024 come metodo predefinito, la formulazione precedente come modalità di confronto e Maekawa come terza opzione, sullo stesso scenario. Il perimetro del modello e le assunzioni sono nelle wiki acmap e noise-barrier-calc; il codice è pubblico con licenza Apache 2.0.