# Composizione di livelli sonori

> Somma energetica dei livelli in decibel: perché due sorgenti da 60 dB(A) danno 63 e non 120, la tabella di correzione per ΔL, la somma per bande con pesatura A e la sottrazione del fondo.

Pubblicato: 2026-05-21
Aggiornato: 2026-08-24
Ambito: acustica
Riferimento normativo: Composizione di livelli sonori in decibel <https://en.wikipedia.org/wiki/Decibel>

Pagina: <https://www.stline.it/wiki/composizione-livelli/>

---

**In breve.** I decibel non si sommano aritmeticamente: a sommarsi sono le energie, quindi due sorgenti da 60 dB(A) danno 63 dB(A), non 120, e una sorgente più debole di 10 dB pesa meno di mezzo decibel sul totale. La sottrazione del rumore di fondo da una misura segue le soglie della ISO 1996-2: correzione trascurabile oltre 10 dB di divario, applicabile fra 3 e 10 dB, risultato inaffidabile sotto i 3 dB.

Il decibel è una scala logaritmica: somma due livelli sonori uguali e non ottieni il doppio del numero, ma soltanto 3 dB in più. È la fonte di errore più comune di chi si avvicina all'acustica — due macchinari da 60 dB(A) ciascuno non danno 120 dB(A), danno 63 dB(A). Questo strumento dell'Open Lab esegue la composizione corretta di più livelli, la somma per bande di frequenza con pesatura e la sottrazione del rumore di fondo da una misura.

## Perché i livelli non si sommano in modo aritmetico

Il livello in decibel è dieci volte il logaritmo del rapporto fra una grandezza energetica (la pressione sonora al quadrato) e un riferimento. A sommarsi sono le energie, non i livelli. Raddoppiare l'energia significa aggiungere 10·log₁₀(2) ≈ 3,01 dB; decuplicarla significa aggiungere 10 dB. Da qui due regole pratiche: due sorgenti identiche danno +3 dB rispetto a una sola; una sorgente più debole di 10 dB rispetto a un'altra pesa meno di mezzo decibel sul totale.

### Il tranello del 10·log e del 20·log

Lo stesso livello si scrive in due modi, e confonderli è l'errore che segue immediatamente il precedente:

$$
L_p = 10\log_{10}\!\left(\frac{p^2}{p_0^2}\right) = 20\log_{10}\!\left(\frac{p}{p_0}\right)
$$

Le due espressioni sono la stessa cosa — il quadrato esce dal logaritmo come fattore 2 — ma indicano quale grandezza si sta maneggiando. Il **10·log** si applica alle grandezze *quadratiche* (energia, potenza, intensità, p²), il **20·log** alle *ampiezze* (pressione, tensione). La somma di più sorgenti avviene sulle energie, quindi passa sempre dal 10·log: sommare due livelli come se fossero ampiezze (10^(L/20)) dà un risultato sbagliato per eccesso. Con due sorgenti da 60 dB il conto corretto dà 63,0 dB; trattandole da ampiezze si otterrebbero 66,0 dB.

Il riferimento p₀ = 20 µPa non entra mai nella somma: si semplifica. Per questo la composizione di livelli non richiede di sapere a quale riferimento sono espressi, purché sia lo stesso per tutti.

### La tabella di correzione che ogni tecnico tiene a mente

Da queste relazioni discende una regola pratica per combinare due livelli: dato il divario ΔL fra i due, quanto si aggiunge al maggiore per ottenere la somma.

| ΔL fra le due sorgenti | Da aggiungere al livello maggiore |
|---|---|
| 0 dB | +3,0 dB |
| 1 dB | +2,5 dB |
| 2 dB | +2,1 dB |
| 3 dB | +1,8 dB |
| 4 dB | +1,5 dB |
| 5 dB | +1,2 dB |
| 6 dB | +1,0 dB |
| 8 dB | +0,6 dB |
| 10 dB | +0,4 dB |
| 15 dB | +0,1 dB |

**Figura:** Grafico della correzione in decibel in funzione del divario fra due livelli

Correzione da sommare al livello maggiore in funzione del divario ΔL fra due sorgenti. La curva parte da +3,01 dB (sorgenti identiche) e si schiaccia rapidamente: il ginocchio intorno ai 6 dB e la coda oltre i 10 dB spiegano perché intervenire su una sorgente già dominata da un'altra non sposta il totale.

La curva spiega in un colpo d'occhio perché in acustica conta soprattutto la sorgente più forte: appena due livelli distano 10 dB, il più debole pesa quattro decimi di decibel sul totale — sotto la ripetibilità di una misura ordinaria. Ridurre una sorgente già dominata da un'altra non serve finché non si abbatte prima la dominante.

## La somma energetica

Per N livelli misurati Lᵢ il livello complessivo è la somma logaritmica delle energie:

$$
L_{\mathrm{tot}} = 10\log_{10}\!\left(\sum_i 10^{L_i/10}\right)
$$

La stessa formula vale in due situazioni distinte: comporre i contributi di più sorgenti che operano simultaneamente (ventilatore + compressore + traffico) per ottenere il livello al ricevitore, oppure ricostruire il livello globale a banda larga da bande di frequenza misurate separatamente — per esempio la somma delle ottave da 63 Hz a 8 kHz. Lo strumento mostra, accanto al totale, il contributo percentuale di ogni sorgente all'energia complessiva: è il modo più diretto per capire dove conviene intervenire per ridurre il rumore.

### Un esempio numerico

Tre sorgenti contribuiscono al livello in un punto: ventilatore 72 dB(A), compressore 68 dB(A), traffico 65 dB(A). Le energie relative valgono 10^7,2, 10^6,8 e 10^6,5; la loro somma corrisponde a un livello totale di **74,0 dB(A)**. Spacchettando i contributi percentuali: il ventilatore vale il **62,6 %** dell'energia, il compressore il **24,9 %**, il traffico solo il **12,5 %**.

Da qui si legge il rendimento di ogni intervento, e la lettura sorprende sempre:

| Intervento | Livello totale | Guadagno |
|---|---|---|
| nessuno | 74,0 dB(A) | — |
| traffico azzerato del tutto | 73,5 dB(A) | −0,6 dB |
| ventilatore a energia dimezzata (−3 dB) | 72,4 dB(A) | −1,6 dB |
| ventilatore −10 dB | 70,4 dB(A) | −3,6 dB |
| ventilatore −10 dB **e** compressore −10 dB | 67,3 dB(A) | −6,7 dB |

Silenziare completamente il traffico — l'intervento più vistoso sulla carta — toglie appena mezzo decibel. Ma anche il taglio di 3 dB sulla sorgente dominante rende meno di quanto si spera: **−1,6 dB sul totale, non −3**, perché il resto dello spettro energetico resta dov'è. È il caso più frequente di aspettativa delusa nelle bonifiche: si dimensiona un silenziatore sulla macchina peggiore, si ottiene sulla macchina il taglio previsto, e al ricevitore si misura la metà. Il conto torna solo trattando **più sorgenti insieme**, come mostra l'ultima riga.

## Somma per bande e pesatura

Il caso più frequente non è comporre sorgenti diverse, ma ricomporre uno spettro. Un fonometro in banda d'ottava restituisce dieci numeri; il livello globale in dB(A) si ottiene applicando a ciascuna banda la pesatura A e poi sommando in energia — **in quest'ordine**. Pesare dopo la somma dà un numero diverso e privo di significato.

I valori della pesatura A ai centri nominali di ottava, dalla funzione di trasferimento della IEC 61672-1, sono:

| Banda [Hz] | 31,5 | 63 | 125 | 250 | 500 | 1000 | 2000 | 4000 | 8000 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A [dB] | −39,5 | −26,2 | −16,2 | −8,7 | −3,2 | 0,0 | +1,2 | +1,0 | −1,1 |

L'andamento dice tutto sul perché la pesatura A è così spesso contestata alle basse frequenze: a 31,5 Hz sottrae quasi 40 dB. Un ventilatore che spinge tutta la sua energia sotto i 63 Hz può risultare accettabile in dB(A) ed essere insopportabile nella stanza accanto — è la ragione per cui i criteri sul rumore a bassa frequenza usano la pesatura C o l'analisi in bande, non il solo dB(A).

$$
L_A = 10\log_{10}\!\left(\sum_b 10^{(L_{Z,b} + A_b)/10}\right)
$$

### Un esempio di ricomposizione

Uno spettro non pesato (Z), tipico di una macchina rotante con energia concentrata in basso:

| Banda [Hz] | 31,5 | 63 | 125 | 250 | 500 | 1000 | 2000 | 4000 | 8000 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| L_Z [dB] | 88 | 86 | 82 | 78 | 74 | 70 | 66 | 60 | 54 |
| L_Z + A | 48,5 | 59,8 | 65,8 | 69,3 | 70,8 | 70,0 | 67,2 | 61,0 | 52,9 |

Il livello globale non pesato è **91,1 dB**, quello pesato A è **76,2 dB(A)**: quasi quindici decibel di differenza, tutti dovuti alle due ottave più basse, che da sole valgono l'**80 %** dell'energia non pesata e diventano irrilevanti in dB(A). Le bande che governano il dB(A) sono 250, 500 e 1000 Hz — ed è lì che va dimensionato il trattamento se il vincolo è espresso in dB(A).

## La correzione del rumore di fondo

Quando si misura una sorgente, il fonometro registra sempre anche il rumore di fondo dell'ambiente. Per isolare il contributo della sola sorgente si sottrae l'energia del fondo da quella della misura:

$$
L_{\mathrm{corr}} = 10\log_{10}\!\left(10^{L_{\mathrm{mis}}/10} - 10^{L_{\mathrm{bg}}/10}\right)
$$

La forma normativa è la stessa cosa scritta come correzione da sottrarre alla lettura, funzione del solo divario ΔL = L_mis − L_bg:

$$
K_1 = -10\log_{10}\!\left(1 - 10^{-\Delta L/10}\right), \qquad L_{\mathrm{corr}} = L_{\mathrm{mis}} - K_1
$$

**Quale norma detta le soglie.** La formula è la stessa in tutta l'acustica, il campo di applicazione no. Le soglie usate qui — correzione trascurabile oltre 10 dB di divario, applicabile fra 3 e 10, risultato inaffidabile sotto — sono quelle della **ISO 1996-2**, la norma del rumore ambientale. Le norme di potenza sonora, **ISO 3744** e **ISO 3741**, applicano la stessa sottrazione con requisiti propri e più severi sul margine di fondo, perché lì si qualifica una macchina in condizioni controllate. In una relazione si cita la norma del campo in cui si sta misurando: citare la 3744 per una misura ambientale è un riferimento che non regge se la controparte lo apre.

Scritta così si vede subito quanto vale in gioco: K₁ è 0,46 dB a ΔL = 10 dB, 1,26 dB a 6 dB, 2,20 dB a 4 dB e 3,02 dB a 3 dB. La correzione diverge quando il fondo si avvicina alla misura, e diverge in fretta.

### Perché la soglia sta a 3 dB

La ragione non è convenzionale: è la propagazione dell'incertezza. Derivando L_corr rispetto alle due letture e ponendo r = 10^(−ΔL/10) si ottiene, per incertezze uguali u su misura e fondo:

$$
u(L_{\mathrm{corr}}) = u \cdot \frac{\sqrt{1 + r^2}}{1 - r}
$$

| ΔL | Fattore di amplificazione su u |
|---|---|
| 15 dB | 1,03 × |
| 10 dB | 1,12 × |
| 8 dB | 1,20 × |
| 6 dB | 1,38 × |
| 4 dB | 1,79 × |
| 3 dB | 2,24 × |
| 2 dB | 3,20 × |
| 1 dB | 6,21 × |

Con un'incertezza tipica di ±0,5 dB su ciascuna lettura, a ΔL = 10 dB il risultato corretto porta ±0,56 dB — praticamente nulla di nuovo. A ΔL = 3 dB porta ±1,12 dB, cioè un'incertezza che vale metà della correzione stessa. A ΔL = 1 dB porta ±3,1 dB: il numero calcolato è formalmente definito e operativamente vuoto. La soglia dei 3 dB è il punto in cui l'incertezza raddoppia; il metodo per costruire quel budget è nella wiki [incertezza di misura (GUM)](/wiki/measurement-uncertainty/).

La prassi corrente distingue quindi tre casi:

$$
\begin{cases}
\Delta L > 10\ \mathrm{dB} & \text{correzione trascurabile,}\ L_{\mathrm{corr}} \approx L_{\mathrm{mis}} \\[4pt]
3 \leq \Delta L \leq 10 & \text{correzione applicabile} \\[4pt]
\Delta L < 3\ \mathrm{dB} & \text{non affidabile: limite superiore}\ L_{\mathrm{corr}} \leq L_{\mathrm{mis}} - 3\ \mathrm{dB}
\end{cases}
$$

Attenzione però: sono margini di prassi generale. Le norme di prodotto sono più severe, e il margine richiesto dipende dal metodo. La ISO 3741, per la determinazione della potenza sonora in camera riverberante, chiede che il fondo stia almeno **6 dB** sotto nelle bande ai bordi dell'intervallo e almeno **10 dB** sotto fra 250 Hz e 5 kHz; la ISO 16283-1, per l'isolamento acustico in edilizia, chiede almeno 6 dB per banda, preferibilmente più di 10. Prima di applicare la regola dei 3 dB va verificato che il metodo che si sta seguendo la ammetta.

Sotto i 3 dB di differenza la sorgente è sommersa dal fondo: il fonometro non distingue più i due contributi. In quel caso lo strumento non inventa un valore: restituisce un limite superiore e lo segnala esplicitamente.

### Un esempio di scorporo

Con la sorgente attiva il fonometro legge 75 dB(A); spenta la sorgente, il solo fondo è 69 dB(A). La differenza è ΔL = 6 dB, quindi la correzione è applicabile: sottraendo le energie si ottiene **73,7 dB(A)**, cioè una correzione di −1,3 dB rispetto alla lettura grezza. Se invece il fondo fosse 73 dB(A) (ΔL = 2 dB), la formula darebbe ~70,7 dB(A) ma il risultato è inaffidabile: si riporta solo il limite superiore L_mis − 3 = **72 dB(A)**, perché a quella distanza dal fondo la misura non isola più la sola sorgente.

## Pesature A, C, Z

Ogni livello porta con sé una pesatura spettrale (IEC 61672-1). La **A** approssima la risposta dell'orecchio a livelli moderati ed è la pesatura standard per la valutazione del disturbo e per gran parte della normativa italiana ed europea. La **C** ha una risposta più piatta e si usa per il livello di picco e per i fenomeni a bassa frequenza. La **Z** è l'assenza di pesatura, una risposta lineare fra 10 Hz e 20 kHz.

Livelli con pesature diverse non sono direttamente sommabili: comporre un L_A con un L_Z produce un numero matematicamente corretto ma fisicamente privo di significato. Lo strumento esegue comunque la somma se richiesto, ma mostra un avvertimento.

La differenza L_C − L_A è invece un indicatore utile proprio perché le due pesature divergono in basso: sullo spettro dell'esempio qui sopra vale circa 13 dB, e un divario di quell'ordine segnala che l'energia sta nelle basse frequenze e che il solo dB(A) descriverà male il disturbo percepito.

## Limiti del metodo

- La somma logaritmica assume sorgenti **incoerenti**. Due altoparlanti che riproducono lo stesso segnale sono sorgenti coerenti: in fase danno +6 dB invece di +3 (le ampiezze si sommano, non le energie), in opposizione di fase si cancellano. Il modello energetico non descrive nessuno dei due casi.
- La sottrazione del fondo assume che il rumore di fondo sia stazionario e rappresentativo dell'intervallo della misura. Un fondo che cambia fra la misura con sorgente e quella senza rende la sottrazione priva di senso, indipendentemente da ΔL.
- Per ΔL < 3 dB il valore restituito è un limite, non una misura.
- I valori di pesatura A tabulati qui sono ai centri **nominali** di ottava. Per uno spettro molto ripido dentro la banda, il valore al centro non rappresenta l'intera banda e la ricomposizione va fatta in terzi d'ottava.

Strumento dimostrativo: non sostituisce le misure richieste dalla metodologia applicabile, né la responsabilità professionale di chi firma una valutazione di conformità. «Software certificato» non è una categoria prevista dalla normativa italiana per questi calcoli: conta che il modello sia adeguato al metodo e verificabile.

## Riferimenti normativi

- **ISO 1996-2:2017** — Descrizione, misurazione e valutazione del rumore ambientale: determinazione dei livelli. È la norma da cui vengono le soglie di applicabilità usate in questa pagina e nello strumento.
- **ISO 3744:2025** — Determinazione dei livelli di potenza sonora delle sorgenti di rumore, metodi tecnici in campo libero su piano riflettente. È l'edizione vigente e sostituisce la **ISO 3744:2010**, ritirata. Avvertenza sulle citazioni di questa pagina: la numerazione di clausola (Appendice A.3) e le soglie di ΔL riportate provengono dall'edizione 2010, e non le trasferiamo alla 2025 per analogia — vanno verificate sul testo licenziato della nuova edizione.
- **ISO 3741:2010** — Determinazione dei livelli di potenza sonora in camera riverberante: margini minimi richiesti sul rumore di fondo per banda.
- **ISO 16283-1:2014** — Misure in campo dell'isolamento acustico negli edifici: margine minimo di 6 dB per banda sul rumore di fondo.
- **UNI 9884:1997** — Caratterizzazione acustica del territorio mediante la descrizione del rumore ambientale. **Ritirata senza sostituzione**: citata qui solo per continuità storica, non come riferimento vigente.
- **IEC 61672-1:2013** (CEI EN 61672-1) — Fonometri: definizione e funzione di trasferimento delle pesature A, C, Z.
- **JCGM 100:2008 (GUM)** — Espressione dell'incertezza di misura: propagazione applicata alla correzione del fondo.

Il tool è disponibile come strumento eseguibile su [/tools/composizione-livelli/](/tools/composizione-livelli/).

## Domande frequenti

**Perché 60 dB + 60 dB fanno 63 dB e non 120?**

Perché il decibel è una scala logaritmica e a sommarsi sono le energie, non i livelli: raddoppiare l'energia aggiunge 10·log₁₀(2) ≈ 3 dB, decuplicarla aggiunge 10 dB. Due sorgenti identiche danno quindi +3 dB rispetto a una sola.

**Quanto pesa sul totale una sorgente più debole di 10 dB?**

Meno di mezzo decibel: il contributo di una sorgente 10 dB sotto l'altra alza il totale di circa 0,4 dB. È la ragione per cui, nel ridurre il rumore, conviene agire prima sulla sorgente dominante.

**Quando si può sottrarre il rumore di fondo da una misura?**

Secondo la ISO 1996-2: se il livello misurato con la sorgente supera il fondo di più di 10 dB la correzione è trascurabile; fra 3 e 10 dB si applica la sottrazione energetica; sotto 3 dB il risultato è inaffidabile. Il fondo deve inoltre essere stabile fra la misura con sorgente e quella senza, altrimenti la sottrazione non ha senso qualunque sia il divario.
