# «Ci sono vibrazioni» non è ancora una domanda tecnica

> Disturbo alle persone, danno all'edificio, esposizione dei lavoratori, apparecchiature sensibili: quattro domande con quattro norme, quattro grandezze e quattro soglie. Stabilire quale si sta ponendo viene prima di qualsiasi misura.

Pubblicato: 2026-08-26
Categoria: acustica
Tag: vibrazioni, uni-9614, uni-9916, iso-2631, d-lgs-81-08, accelerometri, misura

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Una telefonata tipo comincia così: «in casa si sentono le vibrazioni, potete
misurarle?». La risposta utile non è un preventivo, è una domanda: **vibrazioni
rispetto a cosa?** Perché sotto quella frase ci sono quattro problemi diversi, e
misurare bene quello sbagliato produce una relazione corretta e inservibile.

## Le quattro domande, e perché non si deducono l'una dall'altra

Le persone dentro l'edificio sono disturbate? L'edificio si sta danneggiando? I
lavoratori sono sovraesposti? Le apparecchiature sensibili continuano a
funzionare? Ognuna ha una norma diversa, una grandezza diversa e una soglia
diversa.

Le soglie stanno su scale lontanissime fra loro. La soglia di **percezione** umana di una vibrazione è di ordini di
grandezza inferiore alla soglia di **danno** a una muratura: un livello che non
scalfisce l'edificio può rendere una casa invivibile. Nella direzione opposta,
un livello che nessuno nota può mandare fuori tolleranza un microscopio
elettronico o una macchina di misura a coordinate.

La norma italiana sul disturbo, la **UNI 9614:2017**, lo dice da sé: esclude
espressamente dal proprio campo di applicazione le vibrazioni sismiche, il danno
strutturale, l'igiene del lavoro e il danno ad apparecchiature. È costruita per
rispondere a una domanda sola, e lo dichiara. Per il danno all'edificio il
riferimento è un altro, la **UNI 9916:2014**, che tratta risposta strutturale e
integrità architettonica. Per i lavoratori è legge, non norma volontaria: il
**D.Lgs 81/08, Titolo VIII Capo III**, con i valori d'azione e limite
sull'esposizione giornaliera A(8).

Chiedere quale domanda si sta ponendo cambia lo strumento,
cambia dove si mette il sensore, cambia la grandezza che si calcola e cambia il
numero con cui si conclude.

## Il vuoto normativo, che va riempito nel contratto

C'è un fatto che conviene sapere prima di firmare un incarico: **in Italia non
esiste un limite di legge per le vibrazioni negli ambienti abitativi**. La L.
447/95 è la legge quadro sull'inquinamento **acustico**; il DPCM 14/11/1997
fissa i valori limite delle sorgenti **sonore**. Nessuno dei due si occupa di
vibrazioni immesse in un edificio.

Quello che esiste è una norma tecnica volontaria. Diventa vincolante quando un
contratto la richiama, quando un regolamento locale la adotta, o quando un
giudice la assume come criterio nel valutare un'immissione ai sensi dell'art.
844 del Codice Civile — la normale tollerabilità.

La conseguenza pratica: **il criterio va dichiarato nella relazione**, con la
sua edizione e il titolo a cui si applica. Una relazione che confronta un valore
con una soglia senza dire da dove viene quella soglia è contestabile prima
ancora che si discuta del numero. E chi la commissiona ha interesse a che quel
punto sia scritto, non implicito, perché è il primo che una controparte attacca.

## Un dettaglio dell'edizione 2017 che vale un contenzioso

L'edizione 2017 della UNI 9614 non è un aggiornamento cosmetico della
precedente: introduce un approccio di valutazione diverso, ripreso dalla norma
norvegese NS 8176, e rimanda a ISO 2631-2:2003 per i metodi di misurazione.

Questo significa che **una relazione del 2010 e una del 2020 non sono
confrontabili per default**. È lo stesso problema della transizione fra le due
edizioni della ISO 9613-2 nel calcolo acustico, di cui abbiamo scritto altrove:
se si deve rileggere un lavoro precedente, va dichiarato sotto quale edizione
era stato prodotto. Chi omette quel passaggio consegna un confronto che non
regge a una verifica.

Un secondo punto della stessa natura: il traffico, la ferrovia e i cantieri non
producono una vibrazione stazionaria, producono **eventi**. Un valore efficace
mediato su un'ora diluisce il passaggio di un treno nei minuti di silenzio che
lo circondano, e restituisce un numero basso che non descrive l'esperienza di
chi abita là. Per questo la valutazione degli eventi ripetuti non usa una media
semplice: usa descrittori che rappresentano l'insieme degli eventi.

## Dove i numeri si formano davvero

Le norme dicono cosa valutare. Il valore che si valuta esce però da una catena
di acquisizione, e i difetti di quella catena non si vedono nel risultato: si
vedono come un numero plausibile.

Il caso più insidioso riguarda il **campionamento**. Il disturbo si valuta su
accelerazione ponderata in frequenza, e la ponderazione dipende dalla direzione:
la risposta del corpo lungo l'asse verticale è diversa da quella lungo gli assi
orizzontali. Serve quindi un accelerometro triassiale, e serve che i tre assi
siano **in fase fra loro**, perché comporre le tre componenti è un'operazione
vettoriale.

Se i tre canali vengono letti a turno attraverso un multiplexer, ogni asse è
campionato in un istante diverso: la composizione viene calcolata su dati che
non appartengono al medesimo momento. Lo sfasamento è piccolo in valore
assoluto, ma il suo effetto cresce con la frequenza — e a 80 Hz, il limite
superiore della banda di interesse, un ritardo trascurabile a 1 Hz diventa una
frazione non trascurabile di periodo. È un requisito dell'hardware: non si
corregge dopo.

È la ragione per cui il front-end a quattro canali per sensori IEPE che
sviluppiamo campiona i canali **in simultanea** e non a turno, con conversione a
24 bit su 20 kHz di banda, eccitazione a bordo e rilevazione di cavo interrotto
e cortocircuito — l'ultima delle quali salva le acquisizioni notturne, dove un cavo
staccato al secondo minuto si scopre otto ore dopo. La scheda è
[sulla pagina elettronica](/hardware-firmware/), in 3D.

## Cosa chiedere, se vi serve una misura

Tre domande da fare a chiunque la esegua, noi compresi:

1. **Quale delle quattro domande** state rispondendo, e con quale norma nella
   sua edizione vigente.
2. **Con quale criterio** confrontate il risultato, dato che una soglia di legge
   per l'ambiente abitativo non esiste, e a che titolo quel criterio si applica
   al caso.
3. **Qual è l'incertezza** del valore e su quale rappresentatività temporale
   poggia: due treni o venti non sono la stessa misura.

Il dettaglio tecnico — grandezze, ponderazioni, punti di misura, catena di
acquisizione, bilancio d'incertezza — sta nella wiki:
[vibrazioni negli edifici](/wiki/vibrazioni-edifici/).
